Giuseppe Fuccio e Giovanni Preziosa, in arte LeVacanze, il 13 ottobre hanno firmato il loro debutto discografico. Il duo elettro pop sannita inizia la sua ascesa, dando il via anche a un nuovo tour.

Si alza il sipario, si accendono le luci: entrano in scena Giuseppe Fuccio e Giovanni Preziosa, meglio conosciuti come LeVacanze. Dopo la vittoria del “FarciSentire Contest 2017” e la partecipazione al “Primo Festival di Sky Arte” e al “Festival Music Week” di Vico Equense, il duo sannita comincia la sua ascesa pubblicando il suo primo EP, omonimo. Composto da 5 singoli e dalle sonorità elettro pop, questo primo lavoro incuriosisce sin dal suo primo ascolto.

EP "LeVacanze", copertinaIl brano d’apertura è Settembre Fun Club, uno dei più conosciuti dell’EP. L’intro è buono: i sintetizzatori si accordano bene agli altri strumenti (chitarre, basso, batteria); il ritmo è semplice, ma efficace. Non vi sono virtuosismi, la frase musicale resta pressoché la stessa in tutto il pezzo – non sorprende, ma è apprezzata.
Settembre rappresenta un nuovo inizio, un nuovo percorso da intraprendere. Per ogni cambiamento, però, c’è bisogno di una stabilità interiore che, spesso, non viene raggiunta. Vi è un perpetuo conflitto tra le proprie certezze e l’imprevedibilità della vita che, inevitabilmente, si tramuta in un conflitto con se stessi. Il brano de LeVacanze riprende questa ciclicità insita nella vita di ognuno.

Penelope è la canzone che ha anticipato l’uscita discografica. Oltre ciò, è stata scelta come colonna sonora di un reportage di Sky Arte sulla Notte Bianca napoletana tenutasi nel mese di maggio e inserita nel documentario relativo al primo festival del canale televisivo.
Arpeggiatori e drum machine la fanno da padrona, insieme alla voce calda e intensa di Giuseppe Fuccio. La musica e il testo, insieme, vanno a creare un’atmosfera che si potrebbe definire “sensuale”. In netto contrasto con i brani precedenti, La Festa dei Blue Jeans e Il Centro Commerciale, è un ottimo lavoro che esalta la bravura dei musicisti.

La tappa finale di questo viaggio è Aviatori, che apre uno scenario malinconico, a tratti nostalgico. La prima immagine che compare davanti agli occhi dell’ascoltatore è quella di un uomo solo, fermo sotto la pioggia, aspettando qualcuno che, forse, non arriverà. Il testo è breve, ma molto evocativo, e rappresenta al meglio la condizione di attesa mista a incertezza e speranza vissuta dal protagonista. Se i precedenti singoli sono degli ottimi lavori, questo è decisamente il migliore.

Nata nel 1997 a Caserta. Pianista a tempo pieno, scrittrice da sempre e instancabile viaggiatrice. Porta sempre con sé un'agenda e una penna per poter immortalare tutto ciò che la colpisce.

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