Concluso a Genova con successo un gemellaggio culturale con una mostra di Giuseppe Leone su cammei per la promozione delle eccellenze campane

A vedere il Tirreno che ondeggia | nella luce della pista di atterraggio | un sorriso involontario mi si stampa sulle labbra. (Maksim Amelin)

È sulle sponde del Tirreno, un mare dalle acque mitologiche, che prende vita un gemellaggio culturale tra la città della Lanterna, Genova, e la città delle sirene, Sorrento, tra la Liguria e la Campania. Tale collaborazione affonda le sue radici nel ormai lontano anno 2004, nel corso del quale Genova fu nominata Capitale Europea della Cultura. Ed è proprio qui che da poco si è conclusa la seconda sessione di “Comunicare l’arte”, progetto culturale e di marketing territoriale ideato e diretto da Mario Esposito nell’ambito del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”.

Dopo la prima tappa a fine 2016 svolta in quel di Piano di Sorrento, un evento-spettacolo di grande successo nel cuore della penisola sorrentina, il comitato organizzativo, che intende premiare e valorizzare le storie e il mondo artistico di interpreti e comunicatori, il 12 gennaio scorso ha fatto tappa a Genova, precisamente a Palazzo della Meridiana, all’interno del circuito Unesco dei Rolli. Protagonista indiscussa la mostra dell’artista campano Giuseppe Leone “Il Viaggio – Mediterraneo racconti su conchiglia” (a cura di Caterina Viziano), un percorso artistico con opere e conchiglie – cammei di Torre del Greco cui l’artista sannita ha affidato la propria narrazione, che spazia dal mito alle cronache attuali. Questa mostra fa parte di un più ampio progetto, articolato ed itinerante lungo il territorio nazionale.

Ecco le parole di Mario Esposito:

Comunicare l’arte è una missione che riparte dalle radici della cultura occidentale per ricostruire il senso smarrito di una identità messa a dura prova dai cataclismi e dai terribili eventi di cronaca che stanno segnando questo periodo: immigrazione, terremoti, emergenze. Giuseppe Leone racconta tutto questo in una mostra, in un viaggio-racconto e riesce a trovare una conciliazione dialettica tra l’apollineo e il dionisiaco, l’arte e l’artigianato, il tempo della contemporaneità e il mito di una civiltà millenaria.

L’occasione è stata sicuramente una vetrina d’eccellenza sia per la nostra regione che per le sue potenzialità produttive, arte, artigianato, cultura e alta moda.

Non può che pensarla così lo stesso Giuseppe Leone:

L’eccellenza nella lavorazione del cammeo è uno dei volani su cui deve puntare la nostra regione. Si tratta qui del superamento di una pura e raffinata dimensione artigianale che la conchiglia  come materia e la preziosa lavorazione offrono per raggiungere un risultato artistico, scaturito dal confronto stimolante tra il programma iconografico da me ideato e l’abilità narrativa dei maestri incisori e orafi di Torre del Greco, tra i quali Francesco Scognamiglio. Ho lanciato con energia questa sfida che è anzitutto culturale per offrire ai giovani artisti e alle economie locali nuova linfa nella riscoperta del fare e nell’invito a percorrere la via di un artigianato che possa farsi arte e viceversa, nella piena integrazione tra tecnica e idea, creatività e materia.

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