Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta delle meravigliose bellezze del Museo Archeologico Nazionale di NapoliI con imosaici del Mann, testimonianza di epoche passate.

Prosegue il viaggio all’interno del Mann. Tappa fissa dei visitatori è senz’altro la sala espositiva che ospita i mosaici. Gli elementi esposti in questa divisione provengono in toto dagli scavi eseguiti al tempo dei Borbone presso le città vesuviane, cronologicamente collocabili in un arco di tempo che va dal II secolo a. C. al 79 d. C.. Tra i più noti segnalo il Cane con la catena, l’opus sectile con scena bacchica e il gruppo di mosaici provenienti dalla Casa del Fauno di Pompei, ovvero il gruppo più prezioso della raccolta napoletana, e, tra di essi, l’eccezionale Battaglia fra Dario e Alessandro. Un mosaico composto da circa un milione di tessere, realizzato con la tecnica finissima dell’opus vermiculatum, e che deriva quasi certamente da un’antica pittura dell’età ellenistica. Suscitano curiosità, infine, i mosaici recanti la firma di Dioskourdes, due quadretti musivi recuperati nel 1763 nella cosiddetta Villa di Cicerone a Pompei: il primo raffigura Musici ambulanti, il secondo una scena di consultazione ispirata ad una commedia di Menandro.

I mosaici costituiscono un tipo di decorazione particolare e pregiata delle superfici architettoniche: in primo luogo dei pavimenti, ma allo stesso tempo di pareti e soffitti. I mosaici compaiono pressoché in tutti gli ambienti di rango elevato delle città antiche: sia negli edifici pubblici – come templi, basiliche o complessi termali – sia nelle abitazioni dei benestanti. (Tonio Hölscher)

Un segno di esclusiva decorazione spaziale assicurato da un semplice procedimento:

Tessere di piccole dimensioni – di marmo, ceramica, vetro, etc.  – vengono disposte in modo serrato, le accanto alle altre, su uno speciale strato di malta precedentemente predisposto, l’adozione di tessere minute, di taglio e colori differenti, dà origine a schemi di volta in volta di tipo ornamentale o figurativo. (Tonio Hölscher)

A seconda della forma delle tessere, della colorazione dei materiali messi in posa e della scelta del motivo, gli antichi mosaici assunsero aspetti decisamente diversi, la cui gamma si estese dai semplici pavimenti monocromi, sino ai tipi complessi e variopinti dotati di una ricca decorazione figurativa. Le modalità, poi, con le quali si scelse di decorare i pavimenti furono condizionate dal momento della realizzazione, nonché dalle funzioni e dai relativi contesti di appartenenza.

In ambito greco-romano possiamo distinguere essenzialmente due tipi di tecniche musive: quella del mosaico a ciottoli, la tecnica musiva più antica, composto da semplici ciottoli fluviali; quella del mosaico tessellato, che consiste di tessere minute di taglio uguale. L’opus tessellatum sostituirà il mosaico a ciottoli nel corso del III sino al II secolo a. C..

Le gesta di Alessandro Magno riecheggiano ancora nella storia, solcano i continenti, sono ormai divenute leggenda: una traccia, o meglio un’immagine cult di quel’impresa ha sede al Mann.

Nel 334 vi fu il passaggio dell’Ellesponto, dalla nave Alessandro gettò una lancia sul suolo asiatico, dichiarando simbolicamente di sua proprietà tutta la terra «conquistata dalla lancia» … La vittoria di Alessandro presso il fiume Granico fu decisiva per il dominio sull’Asia Minore … Dopo aver trascorso l’inverno a Gordio, marciò verso la Cilicia, dove finalmente si trovò di fronte Dario III in persona. Il nerbo delle truppe persiane era costituito da mercenari greci. Il Gran Re diede forse troppo presto per perduta la Battagli di Isso (333) e fuggì lasciando nelle mani del vincitore la sua famiglia e le salmerie … Alessandro si servì ormai del titolo di re d’Asia e pretese la sottomissione dei Persiani. (Detlef Lotze)

Abbiamo di fronte il più grande mosaico della Casa del Fauno di Pompei, ottenuto con l’impiego di circa un milione di tessere: è la Battagli di Isso tra Alessandro Magno e Dario III, è la fine dell’impero Persiano.

Battaglia di Isso, mosaici

Sul lato sinistro vi è la figura di Alessandro in sella al suo cavallo Bucefalo, che guida il suo esercito contro i nemici persiani, ormai messi in fuga. Di fronte al macedone un altro assoluto protagonista, Dario, sul carro da guerra in rotta. Fra i due un principe persiano spicca per un gesto di estrema lealtà facendo da scudo con il su corpo al re, mentre un soldato con ammirevole coraggio gli offre il proprio cavallo, condannandosi in tal modo a morte sicura.

Nel folto della mischia, Alessandro cercava il re Dario per misurarsi con lui e carpire la più ambita delle vittorie. Lo vide infatti mentre dall’alto del suo carro incitava i suoi alla pugna. Spronato il cavallo subito gli fu addosso. Con un nucleo di cavalieri, Ossatre, fratello di Dario, scintillante di armi … riuscì a frapporsi coi suoi fra i macedoni e il carro reale, facendo scudo del suo petto al sovrano. Ma i guerrieri che attorniavano Alessandro, animati dal suo esempio, si lanciarono su Ossatre travolgendolo e facendo strage dei suoi cavalieri. Dario stava ormai per cadere vivo nelle mani dei suoi nemici. Saltò allora dal suo carro e, afferrato un cavallo che lo scudiero gli porgeva, vi salì, dandosi alla fuga, dopo aver gettato il mantello reale per non essere riconosciuto. Tutta l’armata persiana era ormai in fuga. (Quinto Curzio, Storia di Alessandro Magno)

Laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Storia Moderna dal titolo RITRATTO O MODELLO DELLE GRANDEZZE, DELIZIE E MERAVIGLIE DELLA CITTA’ DI NAPOLI del marchese Giovan Battista Del Tufo(1588)’ (Relatrice la prof.ssa Marcella Campanelli). Laureato in Scienze Storiche, curriculum moderno e contemporaneo, con una tesi in storia moderna seguita dal prof. Giovanni Romeo, dal titolo ‘Le denunce di adescamento in confessione a Napoli tra Sei e Settecento’. Amante della musica, suono la chitarra, scrivo e musico canzoni. Con le mie parole e la mia cultura spero di dare voce all’anima candida di questa terra.

Commenta