Per la quarta tappa del Pomigliano Jazz Festival, Maria Pia De Vito ha incantato il pubblico con un progetto che fonde musica brasiliana e partenopea, jazz e canzone d’autore

Quarta tappa del Pomigliano Jazz Festival XXIII Edizione in una location di grande effetto e significato, lo spazio del giardino del Museo Emblema è stato trasformato in un palco naturale per un concerto che è l’essenza stessa della cultura e del dialogo tra diverse esperienze musicali come la mission del Museo stesso che è un vero e proprio gioiello di cultura e di arte ad altissimo livello.

Maria Pia De Vito ha incantato il pubblico del Pomigliano Jazz Festival con un progetto che fonde musica brasiliana e partenopea, jazz e canzone d’autore: “Core/coração”, il recente album registrato tra Roma e Parigi, uscito lo scorso anno con l’etichetta Jando Music in collaborazione con Via Veneto Jazz, dedicato all’incontro tra la musica napoletana e quella brasiliana, condividendone con un pubblico numerosissimo e attento presente al Museo Emblema di Terzigno, i suoni, le passioni, le storie di due culture particolarissime.

Nato dall’incontro con il chitarrista Carlos Althier de Souza Lemos Escobar, noto come Guinga, con il quale la De Vito ha registrato un disco, e soprattutto con una delle “voci” più importanti della musica brasiliana Chico Buarque de Hollanda, ospite del disco in due brani “Todo Sentimento” e “O meu Guri” (quest’ultimo un duetto in napoletano) il progetto ha emozionato il pubblico, partendo da traduzioni e rielaborazioni della musica e dei testi di alcune delle più famose canzoni brasiliani nella lingua napoletana.

Un lavoro certosino di traduzione dal portoghese (Brasiliano) al napoletano, svolto fianco a fianco con gli autori, in particolare con Chico, volto a conservare intatta la bellezza, la poesia e la musicalità dei testi originali, resi nella lingua napoletana, formidabile strumento musicale, lirico, ritmico e visionario allo stesso tempo, dove le danze campane incrociano quelle brasiliane, il samba visionario di Antônio José Santana Martins, alias Tom Zè incontra una tammurriata e insieme incorniciano il capolavoro “Construção” di Chico Buarque, “Agua e Vinho” di Egberto Gismonti si mescola a “Voce ‘e notte”, meraviglioso esempio della grande tradizione melodica napoletana, solo per citare alcuni dei brani presentati durante il concerto

Accanto a Maria Pia De Vito, musicisti virtuosi e compagni di lungo corso, portatori di intimità e di sentimento che la comune e lunga frequentazione dei palchi consente: il pianista gallese Huw Warren, che con lei ha inciso due album “Dialektos” e “‘O Pat Pata” e lo scorso aprile è stato protagonista del concerto in duo alla Reggia di Caserta organizzato da Pomigliano Jazz per l’International Jazz Day; il chitarrista brasiliano Roberto Taufic autore di molti arrangiamenti del disco “Core/coração”, protagonista con la De Vito e Rava del concerto al tramonto sulla vetta del Vesuvio nel 2015; Roberto Rossi, percussionista peculiarmente creativo e anticonvenzionale.

Prossimo appuntamento la terza tappa del progetto “Carta Bianca” affidato quest’anno a Louis Sclavis che porterà il pubblico del Pomigliano Jazz al Cratere del Vesuvio, ormai concerto fisso degli ultimi anni del Festival, che vedrà, in una luogo assolutamente straordinario un concerto altrettanto straordinario con il duo Louis Sclavis e Dominique Pifarely.

Annamaria De Crescenzo, è stata contagiata dal suo compagno in questa passione per la fotografia. Grazie prima ad una macchina professionale Nikon ha imparato a “guardare” gli Artisti sul palco con un “occhio” completamente diverso. Nel 2014 ha contribuito a trasformare la semplice passione di entrambi in un progetto concreto: nasce SpectraFoto, con quale entrambi si sono dedicati, come fotografi free lance, alla fotografia di eventi, rassegne e festival musicali, oltre che di spettacoli teatrali e musical non solo su Napoli ma anche sul territorio campano e nazionale. A tale passione della fotografia, dal 2016 ha unito anche un’altra sua passione: raccontare, non solo con le immagini ma anche con le parole gli aspetti più salienti della carriera degli Artisti fotografati, le recensioni del concerto stesso, in alcuni casi correlandole con brevi interviste.

Commenta