L’11 maggio si è tenuta alla Reggia di Caserta l’inaugurazione della mostra d’arte cinetica “Flow. Equilibri precari liquidi” di Max Coppeta. Fino all’11 giugno sarà possibile ammirare le opere dell’artista campano.

La Reggia di Caserta ormai da tempo è diventata punto di riferimento dell’arte contemporanea per il Mezzogiorno. Tra le fotografie suggestive di Kyle Thompson e la mostra Terrae Motus s’insediano le opere di Max Coppeta, un artista campano che ha conquistato a livello internazionale lo scenario artistico dei nostri giorni. L’11 maggio è stata inaugurata la mostra “Flow. Equilibri precari liquidi” presso la Sala di Alessandro della Reggia vanvitelliana. Ha partecipato all’evento anche il corpo di ballo Skaramacay, affascinando il pubblico con una coreografia di Erminia Sticchi.

Con il monumento vanvitelliano le opere di Max Coppeta hanno un punto in comune: l’acqua. “Flow” infatti è costituita da tredici archi che proteggono un inserto in cristallo contenente del materiale chimico usato per imitare l’acqua, e questa struttura rimanda all’acquedotto Carolino del Vanvitelli che alimenta le fontane del Palazzo Reale. Inoltre l’installazione è stata progettata per “basculare”, trasmettendo quindi lo stesso senso di instabilità che si ha con lo scorrimento incondizionato di un fluido.

A presentare l’inaugurazione è stato Vincenzo Mazzarella, responsabile d’arte contemporanea della Reggia. Nel suo discorso è stato sottolineato più volte il ruolo fondamentale assunto dal complesso vanvitelliano per la diffusione di questa tendenza artistica. Soprattutto, come un’ambientazione simile possa ospitare in sé opere d’arte appartenenti a un periodo storico così distante dal proprio senza la minima stonatura. Un connubio insolito, ma decisamente affascinante.

Nata nel 1997 a Caserta. Pianista a tempo pieno, scrittrice da sempre e instancabile viaggiatrice. Porta sempre con sé un’agenda e una penna per poter immortalare tutto ciò che la colpisce.

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