Andrea Motis Quintet sul palco del Teatro Gloria per la XXIII Edizione di Pomigliano Jazz Festival

Martedì 9 ottobre, per il secondo mese di programmazione della XXIII Edizione del Pomigliano Jazz Festival che si preannuncia assolutamente vincente come tutta la programmazione di settembre, sul palco del Teatro Gloria di Pomigliano D’Arco un talento internazionale come quello di Andrea Motis, anticipato dal concerto in piano solo di Franco Piccinno.

Nonostante la sua giovanissima età (23 anni) il suo talento è indiscutibile sia alla tromba (suo principale strumento) che come cantante che come sassofonista ma è alla tromba che esprime tutta sé stessa. Scoperta tra gli allievi della Scuola di Musica di Sant Andreu dal suo maestro e mentore Joan Chamorro il quale, poco più che dodicenne, la chiama a far parte della Sant’Andreu Jazz band con la quale girano il mondo da anni.

Joan Chamorro, multistrumentista (suona a livelli altissimi contrabbasso, sax basso, baritono, tenore, alto, clarinetto, clarinetto basso, flauto, cornetta) ha collaborato e collabora con diverse Big band, e con diversi progetti della Teatre Lliure Orchestra, Suona nella maggior parte dei festival del paese (Barcellona, ​​Terrassa, San Sebastián, Madrid ecc. e ha collaborato con rinomati musicisti come Slide Hampton, Tete Montoliu, Frank Foster, Gary Smulyan, Dick Oatts, Bebo Valdes, Ralf Lalama, Scott Hamilron, Nicholas Payton, Teddy Edwars, Frank Wess, Jessy Davis, Dennis Rowland, J. Maria Farras, Perico Sambeat, Lluís Vidal, Randy Brecker, Carmen Lundy, David Mengual, David Xirgu, Mike P. Mossman, John Mosca, Bart Van Lier, David Allen, Bobby Shew, Judy Niemack, Lew Tabak, Toni Belenguer, Joan Monne, Xavier Figuerola, Carme Canela, Jo Krause, Joan Diaz, Albert Bover . Ha uno straordinario talento non solo come musicista ma anche come compositore e direttore d’orchestra oltre ad una naturale e fortissima predisposizione per la musica d’insieme. Fondatore e direttore della Sant Andreu Jazz con la quale ha registrato album di grandissimo successo e cresciuto” diversi talenti come, appunto, Andrea Motis.

 

Dopo aver pubblicato sei album di successo con il bassista Joan Chamorro, la trombettista, cantante e compositrice Andrea Motis, fa il suo debutto da solista alla Impulse! Records con “Emotional Dance“. La stessa Motis non si ferma a suonare solo la tromba ma anche a cantare ed infatti nel disco presentato durante il concerto il canto ha una parte importantissima. La sua voce è molto delicata, come lo è lei, minuta, con un fisico e un viso da adolescente, riservata e timida quasi schiva, un’assoluta anti-diva. L’hanno paragonata a Norah Jones e Billie Holiday per il suo modo di cantare, a Chet Baker per il suo “vezzo” di stringere la tromba a sé quando canta, quasi a dimostrare che è tutt’uno con il suo corpo. Ma i paragoni non servono, almeno e anzi soprattutto nella musica. Chamorro ha visto giusto nel scegliere Andrea Motis come “talento” da far crescere, e nel produrre il suo disco, la trombettista/cantante ha davvero un talento incredibile. Durante il concerto, che ha visto la presenza sul palco di altri altrettanti talenti come insieme il pianista Ignasi Terraza, il batterista Esteve Pi e il chitarrista Josep Traver, sono stati presentati diversi brani del disco “Emotional Dance” come “If You Give More Than You Can”, una commovente ballata con un testo profondo riguardante l’essere sopraffatti da diverse responsabilità, “I Didn’t Tell Them Why” che mostra il lato più vivace di Motis quando canta dell’inizio di una storia d’amore che vuole tenere segreta, solo per citarne alcuni, oltre a standard jazz come “He’s Funny That Way”, “Never Will I Marry” di Franck Loesser, “You’d Be So Nice To Come Home To” di Cole Porter, “Baby Girl” di Eddie Jefferson, “I Remember You” di Johnny Mercer, “Señor Blues” di Horace Silver ma il massimo lo raggiunge con “Chega de Saudade” di Antonio Carlos Jobim e Vinicius De Moraes dimostrando che la bossanova è davvero “l’anima nascosta” di questa giovane artista.

Annamaria De Crescenzo, è stata contagiata dal suo compagno in questa passione per la fotografia. Grazie prima ad una macchina professionale Nikon ha imparato a “guardare” gli Artisti sul palco con un “occhio” completamente diverso. Nel 2014 ha contribuito a trasformare la semplice passione di entrambi in un progetto concreto: nasce SpectraFoto, con quale entrambi si sono dedicati, come fotografi free lance, alla fotografia di eventi, rassegne e festival musicali, oltre che di spettacoli teatrali e musical non solo su Napoli ma anche sul territorio campano e nazionale. A tale passione della fotografia, dal 2016 ha unito anche un’altra sua passione: raccontare, non solo con le immagini ma anche con le parole gli aspetti più salienti della carriera degli Artisti fotografati, le recensioni del concerto stesso, in alcuni casi correlandole con brevi interviste.

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