Le arti in giardino tra mito e natura al Museo Archeologico Nazionale di Napoli: gouache d’amore

Non tutto è gomorra, non tutto è gomorra qui a Napoli. Nella serata di giovedì presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli nuovo episodio della rassegna ‘‘Le Arti in giardino tra mito e natura’’, iniziativa ideata dalla ICRA PROJECT. Una notte stellata, un clima piacevole e accogliente, un’atmosfera pregna di arte, storia e cultura, persone con l’unico scopo di trascorrere ore di spensieratezza all’insegna dell’amore che questa terra sa donarci nelle sue molteplici sfumature e prospettive: questa la cornice del concerto teatraleGouache d’amore’’, tenutosi nel suggestivo Giardino storico del Museo, recentemente riaperto ai visitatori.

Non tutto è gomorra dicevo, ebbene si, Lello Giulivo, Lina Salvatore e Michele Monetta, hanno davvero reso l’idea di quanto si celi e quanto sia radicato dietro e dentro questa espressione. Con una chitarra, le percussioni, le voci, interpretando in modo personale lo spettacolo, hanno reso omaggio alla nostra terra, hanno dimostrato e mostrato quanto l’Arte, la Cultura, la Storia, il Presente, la passione e l’amore disinteressato dietro queste iniziative – che ci regala la bella Napoli – possono ancora elargire ai posteri. Sarà pur vero che, contemporaneamente al concerto, Napoli stesse mostrando in altri luoghi il peggiore dei sui volti, il male che da troppo tempo costituisce parte della sua identità, ma finché avranno vita iniziative come queste, finché ognuno di noi tenti di trasferire, riportare, esportare e divulgare  quello spirito nella sua e nella quotidianità dei suoi convicini, amici o nemici che siano, finché al male si opporrà sempre un bene, finché all’odio opporremo sempre l’amore, finché all’ignoranza obietteremo sempre cultura,  allora gomorra non vincerà.

 

Nulla dura in eterno

Il sole che già brillò

Scompare nell’oceano

Decresce la luna che

Già fu piena

La violenza dei venti del

Sud spesso diviene

Aria leggera

(anonimo pompeiano)

 

Quale il menù della serata? Canti, villanelle, letture e interpretazioni tratti dalla tradizione colta popolare, interpretati con chitarra classica, percussioni e voce da alcuni frammenti d’epoca pompeiana, da testi teatrali cinque-seicenteschi tratti dalle opere di Silvio Fiorillo, Isabella Andreini, Andrea Perrucci, da composizioni musicali di Anonimo del ‘500, Leonardo Vinci, Giovanni Leonardo dell’Arpa, Pietro Labriola e dalla grande letteratura dei secoli XVIII-XX, su tutti Wolfang Von Goethe e Matilde Serao. In più dopo aver apprezzato il concerto una degustazione di vini campani delle Tenute Bianchino, in collaborazione con l’Enoteca Vini Divini, ha deliziato e solleticato il palato degli ospiti presenti.

Napoli è viva, Napoli è Cultura, Napoli è Arte, Napoli è Storia, Napoli Cammina, Napoli arde e respira, Napoli non è gomorra: questa è la Gouache d’amore che vi lascio.

Un pensiero riguardo “Gouache d’amore: la città che vive al Museo archeologico Nazionale di Napoli

Commenta