Il Gospel nasce etimologicamente dall’assemblaggio di due parole “God’s Spell”, ossia “Parola di Dio”.

Ma cosa significa per davvero la parola “Gospel”?

Molti lo definiscono un genere musicale, altri lo immaginano con “mani alzate e tanta allegria”. In verità il Gospel è un mondo intriso di generi musicali attraverso i quali si manifesta la gioia più profonda del condividere la propria spiritualità con l’altro a ritmo di note Jazz e Blues.

Giunto nella nostra penisola direttamente dall’America, numerosi sono i cori in Campania che professano la propria fede in una chiave  diversa rispetto a quella a cui siamo abituati. Tuttavia la sua origine è contrassegnata da tanta sofferenza.

Il Gospel infatti ha radici molto lontane. Esso nacque in America nel 1500 dai canti popolari di origine afro-americana di coloro che erano costretti a lavorare in schiavitù nelle piantagioni; in questo periodo nacquero infatti le Plantation Songs (canti della piantagione) da cui si generarono poi le Work Songs (canzoni di lavoro) che gli schiavi afroamericani intonavano durante le ore della giornata per comunicare tra loro e in particolar modo per alleviare le fatiche quotidiane. Con l’avvento dei predicatori evangelisti, in questi canti, è pervenuta anche la componente religiosa: da qui nacquero gli Spirituals.

Cominciamo a parlare  propriamente di Gospel solo negli anni ’20; esso continua lo stesso percorso degli Spirituals anche se i testi acquisiscono un carattere più soggettivo e assume una notevole importanza anche la componente strumentale.

La musica resta l’ingrediente principale che permette a qualsiasi praticante Gospel di esprimere in maniera del tutto libera la sua fede.

In Campania il Gospel si sta diffondendo sempre di più soprattutto tra i giovani che trovano in esso un motivo di socialità e di condivisione di valori e passioni comuni. In merito a ciò, ci siamo rivolti alla direttrice dei Living Word Gospel Project, Annita Vigilante. Il Living Word Gospel Project è  un coro molto attivo e noto in territorio campano e da circa cinque anni manifesta la sua passione e la sua “voglia di fare Gospel”.

– Praticando Gospel da tanti anni e avendo una buona conoscenza di questo mondo, come pensi che esso si stia sviluppando in Campania?

Nella nostra regione ci sono molte realtà Gospel che si avvicinano al nostro modo di fare musica. Anche se la gente non lo sa ci sono davvero tantissimi cori qui in Campania. Il Gospel oltre ad avvicinarsi alla nostra natura musicale partenopea, è praticato anche perché rappresenta il modo in cui ci piacerebbe esprimere la nostra fede.

– Come vivi la tua esperienza Gospel anche in relazione al territorio campano?

Lo vivo come un’espressione della mia spiritualità. Il Gospel porta un messaggio di inclusione, gioia, fratellanza al di là della religione. Cantare Gospel ti dà la chiave  per affrontare la vita con uno spirito diverso. Il Gospel dice: “Nei momenti di difficoltà tu puoi gioire lo stesso.” Poi dirigere un Coro è bellissimo perché hai a che fare con molte anime belle; è una grande fortuna. Quando teniamo i concerti in Campania è interessante vedere come la reazione del pubblico cambi dall’inizio alla fine delle esibizioni. Inizialmente c’è spesso un atteggiamento distante, ma poi, man mano che il concerto prosegue la gente si sente coinvolta, si anima e si libera. Credo che le persone tornino a casa con animo sollevato. Questa è la missione del Gospel.

– Avvicinandoci alla festa del Natale, secondo te, che significato riveste  il Natale per il Gospel? 

I motivi per il quale il Gospel in Italia è legato al Natale sono molteplici. In primo luogo perché il Natale è legato alla musica corale sacra ed è in particolare associata ai Christmas Carolers (Cantori del Natale), ossia quei cori nati nel nord Europa che andavano di casa in casa per intonare canti dai temi natalizi. Altro motivo per cui  è associato al Natale in Italia è per una pubblicità natalizia televisiva trasmessa negli anni ’80 che aveva in sottofondo la nota canzone “Oh, happy day”, anche se è una falsa credenza comune associare questa canzone al significato simbolico del Natale in quanto “il felice giorno” a cui si fa riferimento è invece legato al giorno della Resurrezione di Cristo e quindi alla Pasqua. In verità il Gospel non è connesso ad un momento particolare; è una forma di culto verso il Signore che va praticata tutto l’anno.

Per quanto possa sembrare insolito il Gospel in Campania è davvero diffuso e, in un modo o nell’altro, riesce sempre a trovare la modalità di attirare, sconvolgere e smuovere positivamente le anime dei credenti e non.

 

Le prossime date del tour del Living Word Gospel Project sono:

30\12 – Festa Internazionale del Gospel – Eboli, ore 20:00

08\01 – Festival Corale, Chiesa San Felice in Princis – Pomigliano D’Arco, ore 19:00

10\01 – Concerto, Chiesa San Felice in Princis – Pomigliano D’Arco, ore 20:00

 

 

Sono una napoletana appassionata di libri, arte e musica. Sono laureata in lingue e letterature europee e americane a “L’Orientale” di Napoli ed anche se adoro le mie radici, amo essere sempre in viaggio e conoscere culture nuove con le quali confrontarmi. Penso che la scrittura sia uno dei linguaggi comunicativi più autentici e liberatori per l’uomo.

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