Nanoracconti, la realtà letteraria nata da un’idea di Pietro Damiano, apre la sua rubrica tematica su Terre di Campania. Secondo input: l’arte di arrangiarsi

E questione di battute. 250. Gli spazi? Inclusi. Il titolo? Escluso. E poi? E poi sembra impossibile: si sfora, si cancella, si asciuga ed eccolo: il nanoracconto. Però ricorda, non sono stati d’animo, sensazioni, battute o barzellette, sono vere e proprie storie che intrappolano gli autori in una assurda sfida con se stessi e lasciano i lettori dapprima perplessi, poi incuriositi e infine affascinati, fino a diventare loro stessi autori. Ecco la magia dei nanoracconti.

Questo l’incipit dei Nanoracconti, un’idea di Pietro Damiano, che ha trovato in Terre di Campania, la giusta vetrina per promuoversi e dar vita ad una serie di micro storie dedicate alla Campania.

Il tema di questo primo articolo, appartenente alla rubrica dedicata ai Nanoracconti è: l’arte di arrangiarsi.

Di domenica di Luca Lauri

Il ragù è a cuocere da quattro ore, la lavatrice è stesa e i servizi sono stati fatti. Apparecchio la tavola ed è tutto pronto. Mio figlio si presenta a pranzo con l’intera squadra di calcetto… dove mangiano tre, mangiano pure dodici.

Paolo e Francesca  di Ilaria Grasso

Francesca si arrangiava pulendo le case, poiché il marito Paolo di lavorare non aveva voglia, e quando lui tornò a casa e le disse di avere fame gli rispose Francesca: “Arrangiati”. E poco dopo sopraggiunse il divorzio, pure questo arrangiato.

L’amore nell’ora del desino di Fortuna La Mura

Peppino arrivava in lambretta all’ora del desinare. La porta della bottega era socchiusa. Entrava lesto, attaccava il cartello “vengo subito” e chiudeva. Dentro l’aspettava Titina. Fuori le comari a bisbigliare “vediamo se viene subito”.

L’arte di arrangiarsi di Anna Maria Montesano

Su un’insegna a Spaccanapoli c’era scritto Artista. “Scusi, devo aver sbagliato, cercavo un operaio” disse Marina. “Ve scorr’ ‘o cesso? ‘Na man’e pittura? ‘Nu ‘mbrello rutto? Eccomi qua.” “Ma avevo letto Artista.” “So’ nato artista dell’arrangiamento.”

Quasi come nei libri di Stefano Moscatelli

Una benda di cartone e una mazza di scopa per seminare il terrore sul Mare Azzurro.
– Mario, ma che casino hai combinato?
Inutile, Mario non sentiva. Era impegnato a condannare un peluche a gettarsi dal tavolo della cucina in un mare di Lego.

 

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