Nanoracconti, la realtà letteraria nata da un’idea di Pietro Damiano, apre la sua rubrica tematica su Terre di Campania. Primo input: i colori della Campania

E questione di battute. 250. Gli spazi? Inclusi. Il titolo? Escluso. E poi? E poi sembra impossibile: si sfora, si cancella, si asciuga ed eccolo: il nanoracconto. Però ricorda, non sono stati d’animo, sensazioni, battute o barzellette, sono vere e proprie storie che intrappolano gli autori in una assurda sfida con se stessi e lasciano i lettori dapprima perplessi, poi incuriositi e infine affascinati, fino a diventare loro stessi autori. Ecco la magia dei nanoracconti.

Questo l’incipit dei Nanoracconti, un’idea di Pietro Damiano, che ha trovato in Terre di Campania, la giusta vetrina per promuoversi e dar vita ad una serie di micro storie dedicate alla Campania.

Il tema di questo primo articolo, appartenente alla rubrica dedicata ai Nanoracconti è: i colori della Campania.

 

Panorami possibili di Vincenza Sannino

Le gambe strette, accavallate; su quel muretto tutto sembrava possibile. Una lama rossastra tagliava in due la donna dormiente. Il bacio seminò avanzi. Il blu delle acque era sgranato dal verde dell’isola. L’addio seppe di buono, seppe di mare.

 

 

(Un) giallo di Silvia Coppola

Una improvvisa lama di luce strappa riflessi dorati al pezzo di zolfo abbandonato nel tunnel di tufo. Poco più in là rotola un limone, anch’esso vittima della fuga rocambolesca.

Pulcinella di Salvatore Stefanelli

Pulcinella vide Napoli colorarsi dei suoni e delle voci che salivano dai vicoli. Scoprì i colori dei silenzi, sottofondi di mille altri suoni. Sentì il rumore del mare, la soavità dei suoi profumi. Pensò al profumo di Nunziatella e si colorò d’amore.

 

Storia di un vesuviano di Rosa Di Leva

La mia è una storia dal profumo di mosto e dai colori del vigneto; la mia è la storia tipica di un vesuviano, segnato da rughe e tradizioni di un tempo; la mia è storia di passione e orgoglio vissuta all’ombra di un Vulcano. La mia è una gran storia.

Napoli giallo sole di Franca Riso

Schizzenea fra i pini, riflettendo salsedine dal golfo sul mio viso addiroso di ginestre, che irrompono fra le spigolose pietre laviche a confine della nera terra, dove pummarole pennuliano gravide di succo. A’intrasatte si fa turchino e m’allereja.

Vuoi diventare un nanoscrittore anche tu? Contatta Pietro Damiano sulla pagina Facebook Nanoracconti

 

Commenta