Nanoracconti, la realtà letteraria nata da un’idea di Pietro Damiano, apre la sua rubrica tematica su Terre di Campania. Nono input: La scuola

È questione di battute. 250. Gli spazi? Inclusi. Il titolo? Escluso. E poi? E poi sembra impossibile: si sfora, si cancella, si asciuga ed eccolo: il nanoracconto. Però ricorda, non sono stati d’animo, sensazioni, battute o barzellette, sono vere e proprie storie che intrappolano gli autori in una assurda sfida con se stessi e lasciano i lettori dapprima perplessi, poi incuriositi e infine affascinati, fino a diventare loro stessi autori. Ecco la magia dei nanoracconti.

Questo l’incipit dei Nanoracconti, un’idea di Pietro Damiano, che ha trovato in Terre di Campania, la giusta vetrina per promuoversi e dar vita ad una serie di micro storie dedicate alla Campania.

Il tema di questo nono articolo, appartenente alla rubrica dedicata ai Nanoracconti è: La scuola

Ore otto, è il Quarantotto di Claudia Moschetti

Mario chiude gli occhi, gusta il silenzio. Tutto è in ordine, pulito. Tutto è pronto. Ode i loro passi avanzare, le grida. Issa le mani abbronzate come un Cristo Redentore. Arrivano con capelli schiariti e sorrisi sdentati. “Maestro, siamo tornati!”

+ come croce di Rossana De Filippo

Il signore faticava a convincere suo figlio a continuar gli studi.
«Sei forte nelle moltiplicazioni e sei un genio del verbo!»
«Non vuol dir niente, papà, mi faranno fuori comunque, la scuola sta cambiando».
Lo misero in croce. Aveva ragione Gesù.

Ancient and modern writers di Alessandra Leonardi

Oggi gita scolastica. Ammiriamo “Gli amanti sono come le api: vivono la loro vita nel miele”, celebre e storica scritta murale di un pompeiano. E io ho scritto sul muro di scuola “Isa ti amo” e m’han sospeso. Due pesi e due misure!

Ricordi Ormai Lontani di Riccardo Guerriero

Un caldo mai sentito prima, causa un sole che solo agosto può dare. Il mare azzurro come il cielo, così simili che sembrano un tutt’uno. È settembre e tra i banchi son tornato, quanto mi manca quel sole lontano.

La mia scuola si chiamava “REGAL” di Pietro Damiano

A più di 80 anni ricordo ancora il mio primo giorno di scuola. Ricordo i miei compagni. Divisa a strisce, maestri severi. Fui promosso. Solo in due superammo l’esame finale. Quando lasciai il campus, dalla camionetta, lessi sul cancello aperto “LAGER”.

È questione di battute. 250. Gli spazi? Inclusi. Il titolo? Escluso. E poi? E poi sembra impossibile: si sfora, si cancella, si asciuga ed eccolo: il nanoracconto. Però ricorda, non sono stati d'animo, sensazioni, battute o barzellette, sono vere e proprie storie che intrappolano gli autori in una assurda sfida con se stessi e lasciano i lettori dapprima perplessi, poi incuriositi e infine affascinati, fino a diventare loro stessi autori. Ecco la magia dei nanoracconti.

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