Napoletani da Oscar: una carrellata dei grandi film partenopei che hanno portato il nome di Napoli negli States attraverso nomination e premi vinti agli Oscar

Lo scorso 4 marzo, le sale del Dolby Theater di Los Angeles si sono tinte di azzurro: benché molti fossero i candidati napoletani destinati a portare a casa l’ambita statuetta, l’Italia è rimasta con l’amaro in bocca e ha portato a casa una vittoria soltanto a metà.

Luca Guadagnino, con “Chiamami col tuo nome” è stato ad un passo dal prendere il posto del partenopeo Paolo Sorrentino: nel 2014, il premio è stato infatti vinto dal suo film “La grande bellezza”, magistralmente interpretato da un altro grande napoletano, Toni Servillo. Tuttavia, Sorrentino, che dopo l’Oscar come miglior film straniero ha portato a casa tantissimi altri premi, non è stato il primo a vincere il trofeo; già altri prima di lui resero grande il nome di Napoli negli Stati Uniti. Nel 1982, Francesco Rosi fu ad un passo dalla vittoria, con “Tre fratelli”, mentre sorte diversa toccò, dieci anni dopo, a “Mediterraneo” di Gabriele Salvatores, sul grande schermo dopo i precedenti “Marrakech Express” (1989) e “Turné” (1990).

Ad ogni modo, oltre ai registi natii del capoluogo campano, è giusto menzionare anche coloro che, affascinati dal profilo e dalle mille sfumature di Napoli, hanno voluto far conoscere anche all’estero le bellezze della città. Primo fra tutti Vittorio De Sica, che, dopo tantissimi successi, nel 1995 trionfò con “Ieri, oggi, domani”, di cui l’episodio “Adelina” era su soggetto di Eduardo De Filippo; nel ’96, arrivò anche la candidatura per “Matrimonio all’italiana”, trasposizione del dramma eduardiano “Filumena Marturano” e interpretato a Forcella dalla celebra coppia di Sophia Loren e Marcello Mastroianni.

Proseguendo, non si può non ricordare la pellicola di Nanni Loy, “Le Quattro giornate di Napoli”, in cui si narrano le vicende del giovane eroe Gennaro Capuozzo, Medaglia d’oro al valor militare, e la rivolta scoppiata in città dopo la fucilazione di alcuni marinai italiani. Nel periodo della guerra è ambientato anche “Pasqualino Settebellezze”, che portò Lina Wertmüllerad un passo dall’Oscar, nel 1977: protagonista è il guappo napoletano Pasquale Frafuso, di cui indossa i panni un bravissimo Giancarlo Giannini.
Napoli ha avuto un ruolo fondamentale anche in quella che universalmente ritenuta la notte più importante del cinema mondiale; non si può, pertanto, concludere questa rassegna con l’amatissima Sophia Loren, che dopo la vittoria de “La Ciociara” (1962), ha ricevuto, come coronamento di tutto il suo lavoro, il prestigiosissimo premio alla carriera (1991).

Michele De Rosa è un giovane studente napoletano, attualmente iscritto al secondo anno della facoltà di lettere classiche, presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Nel tempo libero, ama dedicarsi alla lettura di libri inerenti la storia, la cultura e le leggende della città di Napoli, per la quale nutre un amore senza confini

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