La lingua come eredità culturale e diritto da proteggere. Il Napoletano, lingua e patrimonio da tutelare. Per questo esiste l’Accademia napoletana

Il patrimonio linguistico di una comunità costituisce parte integrante della sua eredità culturale, così come trasmessasi nel corso del tempo e quindi va tutelato come diritto di quella comunità e dei singoli che la formano. Diritto inalienabile dell’Uomo sancito in sede internazionale ma anche dalla nostra carta costituzionale (uguaglianza dei cittadini, libertà d’espressione).

Il Napoletano è tutt’uno con la tradizione letteraria, musicale, artistica ed eno-gastronomica campana (dieta mediterranea, arte presepiale, ecc.),famosa in tutto il mondo. Il Napoletano deriva dal latino volgare ma con influenze ancor oggi presenti, d’origine pre-latina (osco e greco dorico) e si è evoluto con contributi arabi, provenzali, catalano-valenziani, castillani e più recentemente, inglesi. Il Napoletano ha influenzato anche l’italiano con il cinema, il teatro, la musica e attraverso il fenomeno migratorio Sud-Nord.

Il lascito linguistico e culturale napoletano è inoltre presente presso le numerose comunità d’origine campana all’estero.

Nonostante ciò il Napoletano non è debitamente tutelato, al contrario, è molto spesso rappresentato in maniera degradante, alla stregua di chi lo parla.

Ecco sorta l’esigenza concreta di attivarsi e, in tal senso, è nata l’Accademia Napoletana che ha lo scopo di sensibilizzare soprattutto le nuove generazioni alla conoscenza e preservazione di questa che è la loro eredità culturale: di ciò che è in definitiva una testimonianza di civiltà da rispettare,conoscere e tramandare.

In tal senso l’Accademia, che ha ricevuto prestigiosi apprezzamenti anche all’estero (Francia, Spagna, USA, Brasile), ha realizzato il primo corso di lingua e cultura napoletana secondo il QCER – Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue – con patrocinio del Comune di Napoli, ricevendo quindi un importante riconoscimento dalla massima istituzione cittadina.

Il Corso, che si basa su di un metodo didattico ad hoc che lo scrivente ha sviluppato con il contributo e sulla scorta degli insegnamenti del prof. Carlo Iandolo e del dott. Raffaele Bracale, esimi esperti sensibili al progetto dell’Accademia, ha condotto al primo certificato di conoscenza lingustica del Napoletano, che, proprio per le caratteristiche di cui sopra, ha un carattere storico.

L’Accademia Napoletana finalizza il recupero del Napoletano anche attraverso un lavoro sull’odo-toponomastica: p.e. con la mappa info-turistica della III Municipalità di Napoli (recuperando gli originari toponomi) e la realizzazione di mostre ed eventi foto-documentari, sull’arte presepiale, in omaggio a Giambattista Basile, ecc..

L’Accademia desidera pertanto realizzare progetti didattico-formativi nelle scuole e promuover le eccellenze territoriali, materiali ed immateriali campane.

Infatti, il nostro patrimonio linguistico e culturale non è solo un diritto da difendere, il lascito millenario delle nostre tradizioni e della nostra cultura ma può e deve essere anche uno strumento per sperimentare nuove occasioni ed opportunità anche professionali, in campo culturale, turistico, produttivo che facciano leva sulla originalità e ricchezza di quest’eredità culturale.

L’Accademia lavora in questo senso e si offre alla sensibilità delle istituzioni e delle associazioni, didattiche e culturali campane.

Massimiliano Verde, napoletano, dottore magistrale in Scienze Politiche, ricercatore storico del patrimonio linguistico e culturale campano. Consulente in progetti ed eventi culturali, artistici e d'incoming turistico in Italia ed all'estero. Presidente dell'Accademia Napoletana, per la promozione, diffusione e salvaguardia della Cultura e della Lingua di Napoli. Con l'Accademia, organismo di studio della sua associazione Notre Napule 'a Visionaire, ha prodotto il primo corso e certificato di conoscenza di lingua napoletana ai sensi del QCER/CEFR europeo riconosciuto da un'istituzione pubblica (Comune di Napoli), la prima mappa info-turistica dalla doppia odo-toponomastica (III Municipalità di Napoli) e redatto il primo documento pubblico in lingua napoletana del XXI secolo, prodotto poi dall'Assessorato ai Giovani del Comune di Napoli ed ulteriori iniziative (collaborazione per il recupero della Chiesa di Santa Luciella ai Librai, realizzazione di mostre documentarie e fotografiche in lingua napoletana a Napoli, Scafati e Giugliano in Campania) sempre per la protezione del patrimonio linguistico-culturale di Napoli e campano. Ha ricevuto per il suo progetto sulla lingua napoletana numerosi e prestigiosi apprezzamenti, tra i cui, (oltre al Comune di Napoli), da parte del dott.Mariano Rigillo, Direttore della Scuola di Teatro dello Stabile/Teatro Nazionale di Napoli, del Consiglio Regionale della Campania ed anche dall'estero (Università URCA del Brasile, Centre Culturel Italien di Parigi, Istituto di Studi Valenziani in Spagna, ecc.) Collabora con enti culturali, artisti ed associazioni in Italia ed all'estero.

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