Il Cristo velato è la perfetta rappresentazione dei momenti successivi alla morte del Salvatore: tutto è racchiuso in un unico blocco di marmo, le cui scanalature, i cui solchi lasciano rivivere quei momenti in maniera del tutto realistica, sullo sfondo suggestivo della Cappella Sansevero di Napoli.

Il Cristo velato è una scultura marmorea sita nella Cappella Sansevero di Napoli. L’opera, commissionata dal principe di Sansevero, Raimondo di Sangro, fu realizzata nel 1753 ad opera di Giuseppe Sanmartino. Nelle intenzioni del committente, la statua doveva essere realizzata da Antonio Corradini, che per il principe aveva già scolpito la “Pudicizia”. Questi, però, morì nel 1752 e riuscì a terminare solo un bozzetto in terracotta del Cristo (conservato al Museo di San Martino). A questo punto entrò in scena un giovane artista napoletano, Giuseppe Sanmartino. Il principe gli incaricò di realizzare una statua in marmo del Cristo, scolpita a grandezza naturale, coperto da un sudario trasparente ricavato dallo stesso blocco di marmo.

L’opera raffigura il Cristo morto, a grandezza d’uomo, disteso su un materasso marmoreo: I piedi dritti, rigidi e uniti; le ginocchia sollevate lievemente, il petto gonfio, la testa sollevata sui cuscini, piegata su un lato, le mani prosciolte, I capelli arruffati che sembrano quasi mantidi di sudore. Gli occhi sono socchiusi e sulle palpebre restano quasi incastrate le ultime e più dolorose lacrime. In fondo, sul materasso, sono gettati gli attributi della Passione: la corona di spine, I chiodi, la spugna imbevuta di fiele, il martello […]

L’occhio e la mente sembrano rivivere quei momenti di dolore straziante ormai giunto al termine; il tempo, che un attimo prima, sembra quasi sospeso l’attimo dopo si spezza. Una religiosa e delicata pietà scandaglia quella tensione, quei brividi, gettando un morbido lenzuolo, le cui pieghe si adagiano perfettamente al corpo. La sofferenza avvolta con amore su se stessa si nasconde sotto i solchi del lembo, ma non abbandona mai l’occhio dell’osservatore.

cristo-velato-napoli

Il velo, oltre a celare la sofferenza di Cristo, nasconde una leggenda, secondo la quale Raimondo di Sangro avrebbe insegnato allo scultore la calcificazione del tessuto in cristalli di marmo; da circa tre secoli, infatti, molti visitatori lo ritengono erroneamente come l’esito di una “marmorizzazione” alchemica effettuata dal principe, il quale avrebbe adagiato sulla statua un vero e proprio velo che, col tempo, si sia marmorizzato attraverso un processo chimico.

In realtà, il Cristo Velato è stato realizzata interamente in marmo, come ci viene confermato da alcune lettere dell’epoca: lo stesso principe descrive come il velo sia stato cavato direttamente dal blocco marmoreo. C’è, inoltre, una ricevuta di pagamento a Sanmartino datata 16 dicembre 1752, firmata dal principe e conservata presso l’Archivio Storico del Banco di Napoli che recita:

E per me gli suddetti ducati cinquanta gli pagarete al Magnifico Giuseppe Sanmartino in conto della statua di Nostro Signore morto coperta da un velo ancor di marmo.

L’opera del Cristo Velato è stata considerata da subito un capolavoro del ‘700: si racconta che Antonio Canova ne rimase così colpito al punto che avrebbe scambiato dieci anni della propria vita con l’autore di tale opera. Si dice inoltre che provò ad acquistarla, ma la sua richiesta fu respinta.

Di seguito gli orari di apertura della Cappella Sansevero:

  • Tutti i giorni dal lunedì alla domenica, escluso il martedì, dalle 9.30 alle 18.30
  • Venerdì 1 gennaio dalle 9:30 alle 14:00
  • Mercoledì 6 gennaio dalle 9.30 alle 14.00.
  • Domenica 1 maggio dalle 9.30 alle 19.30
  • Giovedì 8 dicembre dalle 9.30 alle 19.30
  • Sabato 24 dicembre dalle 9.30 alle 14.00
  • Domenica 25 dicembre resta chiuso
  • Martedì 27 dicembre dalle 9.30 alle 18.30
  • Sabato 31 dicembre dalle 9.30 alle 14.00

Prezzi:

  • Biglietto ordinario: € 7.00
  • Biglietto per i ragazzi di un’età compresa tra i 10 e i 25 anni compiuti è di € 5.00
  • Ingresso gratuito ai minori di 10 anni
  • Artecard al costo di € 5,00


    E’ possibile raggiungere il museo in via Francesco De Sanctis, 19/20
  • In auto: partendo da Piazza Garibaldi svoltate a destra in Corso Novara, poi a sinistra in via Casanova, girate a destra in via Cesare Rosaroll, all’incrocio con via Foria girate a sinistra, procedete su Piazza Cavour poi su Piazza Museo, svoltate a sinistra in via Enrico Pessina, poi ancora a sinistra in via Broggia, ancora a sinistra in via S. Maria di Costantinopoli, svoltate a destra in vico S. Aniello a Caponapoli, svoltate a destra in Sant’Andrea delle Dame, continuate su vico Luigi De Crecchio e procedete su via del Sole. Da qui proseguite a piedi seguendo la segnaletica.
  • In autobus: dalla stazione potete prendete il C82 che fermerà in via Nuova Marina, in corrispondenza dell’incrocio con via Porta di Massa, poi da qui proseguite a piedi seguendo la segnaletica.
  • In treno: coloro che arrivano alla Stazione di Napoli Centro possono prendere un taxi oppure noleggiare un’auto e seguire il percorso precedentemente descritto. Se invece non avete voglia di guidare prendete dalla stazione la linea 2 della Metropolitana con fermata in Piazza Cavour e proseguite a piedi seguendo la segnaletica.

Ho 20 anni e vorrei inserirmi nel mondo del giornalismo (mia grande passione scoperta grazie ad uno stage). Ho frequentato il liceo classico e ora sono iscritta alla facoltà di lettere classiche della Federico II di Napoli.

4 pensieri riguardo “Il Cristo Velato, un miracolo napoletano

Commenta