Neapolitan sound è la rubrica musicale di Terre di Campania dedicata ai cantautori partenopei e campani. Secondo appuntamento: Alessio Sollo

“E’vvote ce cercamme pe’ ssempe e ce perdimm dint’ a’ niente” (“o’ sciore e o’ viento” 2011)

Napoli è la città che per antonomasia è capace di concentrare in sé mille contraddizioni e conviverci benissimo con tutte. Una sovrapposizione continua di storie, miti, lingue e contaminazioni.
Se diamo questo per assodato dovremmo considerare che la sua personificazione, nella scena musicale partenopea, è Alessio Sollo.
Una personalità esplosiva e al tempo stesso introversa e romantica, capace di passare dall’inglese urlato ed energetico dei The Collettivo (progetto punk-rock di cui è il frontman e con cui suona da dieci anni, come ricordato lo scorso settembre nella data di apertura della stagione del club napoletano e di presentazione del brano Chlorophill)

 

Toccare l’anima con profonde poesie in italiano (che periodicamente pubblica sui social) e arrivare al cuore con testi in lingua napoletana, che ormai sono un must per il parterre newpolitano. Questo è il lavoro di Alessio Sollo.
Dal boom di “O’sciore e o’viento”, che ha sancito la collaborazione con Dario Sansone e i Foja, arrivato ad essere vera e propria bandiera del nuovo corso musicale campano, fino alle collaborazioni con Daniele Sepe per il progetto-movimento Capitan Capitone e i fratelli della costa che ha regalato la bellissima e sognante L’ammore o’vero insieme a Claudio Domestico, Gnut.

Con quest’ultimo è nato un vero e proprio sodalizio umano e artistico racchiuso nel progetto SolDo, che vede anche spesso la partecipazione di Gianluca Capurro alle chitarre.
Una penna prolifica ed eclettica, che mostra una personalità capace di essere credibile in ogni sua esternazione e forma, vicina alle radici della sua città e portatrice di concetti semplici ma resi sempre in modo mai banale.
Alessio è una carica continua, una fonte inesauribile di sorrisi e adrenalina (spettacolari, in questo senso, sono i suoi live coi TheCollettivo).  La sua forza maggiore però risiede nelle parole, che sceglie con cura e che si sposano sempre in una armonia disarmante.
Forse perché troppo schivo o perché mai piegato a dinamiche di mercato e spettacolo, Alessio Sollo ha, per anni, lavorato molto “dietro le quinte” ma adesso è uno dei principali agitatori riconosciuti del movimento musicale campano.
Se la scena newpolitana ha qualcosa da dire in più, state certe che le parole di questa ennesime canzone le ha scritte lui.

Donato Barbato, classe 1985, laureato in giurisprudenza si divide tra la carriera forense e la passione per la musica, l'impegno sociale e la scrittura con due punti di riferimento Rino Gaetano e Gianrico Carofiglio

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