Uno stile unico, un’espressione artistica eccezionale: ecco cos’è il Newpolitan Power, la musica colorata di Napoli

Per loro è stata coniata l’espressione Newpolitan Power: a testimonianza della forte continuità, per appeal musicale ed impatto sul pubblico, con quel movimento che, grazie a Pino Daniele, James Senese e Napoli Centrale – tanto per citarne alcuni –, negli Anni Settanta è esploso e ha poi fatto scuola. Foja, La Maschera, Tommaso Primo, ma anche Daniele Sepe con “ciurma” al seguito, fanno tutti da esempio calzante al fenomeno di cui sopra: la cultura musicale d’oltreoceano si presta, qui come allora, a valorizzare un idioma, che diventa così cifra stilistica e bandiera identitaria per un gruppo di musicisti che ambisce, per vocazione artistica e non certo per velleità autocelebrative, a varcare i confini regionali; e le conferme arrivano da più fronti.

Proprio in questi giorni, infatti, i Foja hanno annunciato le prime date del loro tour nazionale, che toccherà le principali città italiane tra cui Roma, Milano, Torino e Bologna, prima di ritornare, il 24 marzo, in concerto alla Casa della Musica di Napoli. Il dato più entusiasmante, tuttavia, è un altro: a distanza di un mese dall’uscita dell’ultimo album, “‘O treno che va”, dalla classifica Spotify emerge che il disco in questione non manca di essere apprezzato anche all’estero, in particolare in Spagna; non a caso, le città in cui i Foja sono più ascoltati – dopo Napoli, Roma e Milano – risultano Madrid e Barcellona.

Un discorso simile abbraccia il riscontro raccolto di recente dal giovane cantautore napoletano, Tommaso Primo, reduce da un tour che lo ha portato a girare tra Frosinone, Roma, Bologna e Siena: dal lancio del singolo “Viola”, contenuto nell’album “Fate, Sirene e Samurai”, l’artista è stato inserito nella tanto seguita playlist di Spotify, “Deutschlandradio Kultur”, oltre ad essere intervistato frequentemente da radio in FM belga, svizzere e tedesche. Un focus a parte, invece, merita il sodalizio umano ed artistico, nato nell’estate del 2015, tra il cantautore Roberto Colella ed il musicista senegalese Laye Ba, come, di riflesso, il forte legame tra La Maschera e l’Africa: l’incontro ha portato, così, alla realizzazione di “Te vengo a cercà”, brano in napoletano e in lingua wolof ispirato al Sud ed, in particolare, al concetto secondo cui “ognuno è il Sud di qualcun altro”; l’esperienza è culminata, dunque, in un viaggio a Dakar, durante il quale le riprese del video sono state intervallate da numerose interviste nelle TV nazionali, compresa la televisione che fa capo al celebre musicista Youssou N’Dour. E, in attesa di un nuovo tour in Africa, anche La Maschera si unisce al coro di coloro che esportano la loro musica oltre i confini: dopo la data del 26 gennaio all’Arci Ohibò di Milano (primo concerto della band nel capoluogo lombardo), fra poche settimane Frosinone, Roma, Bologna e Parma si preparano ad accoglierla.

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