“Non avrai altro dio all’infuori di Claudio”: un libro che ruota intorno ad una passione. Scritto da Rosa Alvino e Ivan Fedele.

Un titolo decisamente esplicativo ed una copertina evocativa al punto giusto introducono alle vicende di un fan sfegatato di Claudio Baglioni. Luca è di quelli che seguono il cantante in ogni tour, presenziando a tutte o quasi tutte le date previste; di quelli che parlano per versi di canzoni di CB e che guidano una 2 CV, proprio come la Camilla di Claudio sulla copertina di “Gira che ti rigira amore bello”. Luca non contempla affatto la possibilità di avere a che fare con un mondo che non ruoti intorno a Baglioni, figurarsi la incomprensibile ed inconcepibile eventualità di un mondo che lo escluda completamente. Questa convinzione permane intatta e forte finché Luca non incontra Sara.

Così, due mondi si scontrano e si incontrano, generando un dualismo a tratti buffo, divertente senz’altro, sempre verosimile, il quale emerge da diversi aspetti del romanzo. È, innanzitutto, un dualismo che trova rappresentazione concreta nella struttura della narrazione, in cui le due voci narranti, Luca e Sara, si alternano raccontando la propria storia, i vissuti, le emozioni, gli stati d’animo e talvolta, in maniera decisamente riuscita, anche la realtà dei fatti guardata attraverso la lente della propria persona, trasformando perciò una sola realtà in due realtà complementari o addirittura divergenti. È duale l’affiancamento dei due protagonisti, così diversi eppure così compatibili. Lui: sognatore, pigro, modesto, buffo, divertente. Lei: sofisticata, benestante, decisa, caparbia donna in carriera. È bello, però, assistere all’intreccio graduale di questi mondi solo apparentemente lontani. 

Luca ha paura di scoprirsi completamente: non riesce a confessare la sua vera natura quale fan ossessionato da Claudio, con il quale, come con una sorta di Super-Io, dialoga persino nei sogni. Teme, infatti, che Sara non capisca e di conseguenza non accetti questo lato così preminente di lui.

Per contro, il luogo del racconto è molteplice ed include l’Italia nella sua interezza. La narrazione è ambientata in una splendida e sfaccettata Roma: dalla centrale Via Cola di Rienzo si passa al mare di Ostia, dal caloroso Stadio Olimpico all’elegante quartiere Parioli. Milano irrompe nelle vite dei protagonisti diverse volte, presentandosi dal passato e prospettando un possibile futuro. I balzi più simpatici sono quelli compiuti a Napoli, città che vive attraverso la tata di Sara, Teresa: un vortice di modi di dire, perle di saggezza popolare e sguardo di chi sa leggere tra le righe. E poi Cuba, la terra delle seconde opportunità, della spensieratezza e della musica da vivere.

Ovviamente, è impossibile trascurare il leitmotiv del romanzo. C’è Claudio Baglioni ovunque: nei titolo dei capitoli, nelle citazioni dei suoi versi, nelle stanze del Bed & breakfast di Luca, nei discorsi con gli amici, nei sogni. Ciò che risulta piacevole è proprio la dovizia di particolari regalati al lettore, sia personali che relativi alla carriera artistica del cantante: dalla storia di Cucaio (nome con il quale Claudio, da bambino, si riferiva a se stesso) al ricordo dell’incidente in cui l’artista riportò serie ferite alla lingua, cui seguì l’uscita dell’album “Oltre”. Insomma, le pagine hanno come effetto spontaneo quello di avvicinare il lettore all’ascolto dell’intera discografia di Baglioni.

Lo stile linguistico è scorrevole ma mai banale. La lettura che ne risulta è divertente, leggera e realistica, grazie anche all’utilizzo ricorrente di espressioni della lingua parlata (e pensata).

Mi chiamo Enza Graziano, sono irpina; sono Psicologa e Dottore di ricerca in Scienze della mente.
Al di là della formazione e del lavoro, c’è qualcosa nella mia vita che mi fa volare in alto, oltre i confini della realtà: leggere e scrivere.
Ecco perché ‘Libro vuol dire Libero’, il mio blog.

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