Chiariamo subito una cosa: quest’opera, Odissea A/R, deve essere vista. Se non altro per dare soddisfazione a 23 giovani entusiasti su un palcoscenico e ai loro molteplici linguaggi.

Che bella Odissea, questa rivisitata da Emma Dante: non per la storia o la fedeltà all’originale – di quello ne parleremo dopo perché si tratta di libera ispirazione e quindi liberamente ispirato è – ma per il modo in cui ci si esprime sulla scena, e per quella sensazione positiva che rimane addosso a chi ha visto lo spettacolo in un’ora e mezza che vola.

Da dove si può iniziare? Dall’assenza di scenografia? Ok, dall’assenza di scenografia, ma solo perché è la prima cosa che emerge alla vista: la scenografia sono gli attori. Quelli impegnati nella recitazione interpretano il loro personaggio, ma tutti gli altri sono dietro, in un semplice ed efficace intreccio di coro e controscena, controscena e coro. Chi non è personaggio, fa sì che il personaggio possa esserci. Un lavoro quasi di solidarietà che è alla base dell’attore.

Odissea A/R, foto di Franco Lannino
Odissea A/R, Penelope e Telemaco, foto di Franco Lannino

Poi: la differenza dei linguaggi. L’ho già detto due volte, ma mi piace molto ribadirlo. Che bello vedere la danza, la recitazione, la coreografia, il canto, la musica, l’uno a servizio dell’altro per dare un risultato unico nel suo genere! Questo è uno spettacolo di movimento: forse quel movimento delle vite da viaggiatori di Odisseo prima e Telemaco poi. Quanta energia c’è in questo movimento, sin dalla prima coreografia che dà inizio a tutto.

I cambi d’abito, di scena, avvengono con lo stesso meccanismo dei giochi di prestigio: una scena principale rapisce lo sguardo, e non ci si accorge di tutto ciò che succede dietro. Il risultato è lo stupore.

Gli attori cantano in scena realizzando un coro armonioso. Sono goliardici, grotteschi, fanno ridere, ma c’è spazio anche per qualche brivido… e che brividi: Penelope sotto il peso dei vent’anni del suo telaio, gettato su di lei con una coreografia bellissima, è un momento topico. I 23 sono tutti giovani ed entusiasti. Emma Dante, su Facebook, scrive di loro:

Ci sono 23 giovani meraviglie che mi hanno insegnato tanto in questi due anni di scuola. Da non perdere soprattutto la loro genuinità e il loro candore. Per non parlare della professionalità che hanno dimostrato nel muoversi con disinvoltura su un grande palcoscenico. Che dire? Sono orgogliosa come può esserlo una mamma che partorisce 23 figli, tutti speciali.

E non ci sarebbero parole migliori delle sue per definire ciò che si è visto.

Tantissimi momenti belli, tante belle trovate registiche. La storia dell’Odissea è presente solo da sfondo: ciò che ci interessa sono i momenti domestici dei protagonisti. Penelope sola a casa, Telemaco che – piccolo piccolo – cerca di tenere testa ai proci, la sua balia che lo incrocia di notte pregandogli di non partire alla ricerca del padre, Odisseo che è bloccato da Calipso, e Calipso che con ogni mezzo cerca di costringerlo a restare. Un punto di vista molto interessante, considerando che l’Odissea è l’opera viaggiante per eccellenza, quello di Emma Dante, che sceglie di regalare al pubblico un’inconsueta domesticità. Per questo dico che come libera ispirazione è presentato e libera ispirazione è.

Emma Dante stessa, da autrice e regista, ha scritto in una nota:

Sono trascorsi tre anni da quando Itaca ha perduto le tracce di Odisseo, partito vent’anni prima alla conquista di Troia. Ostacolato dal dio Poseidone per averne ucciso il figlio Polifemo, gli ultimi echi del suo viaggio di ritorno risalgono all’incontro con la splendida dea Calipso.

Da allora un gruppo di pretendenti, approfittando della prolungata assenza del re, occupa l’immenso salone della reggia di Itaca. Maleducati, vili, rozzi, volgari, i Proci bramano di sposare Penelope e di impossessarsi definitivamente del Regno. Trascorrono le giornate banchettando tra musica, bestemmie e schiamazzi, e vivendo di istinti e pulsioni che manifestano senza pudore.

La prima parte dello spettacolo è dedicata alla Telemachia (il viaggio di Telemaco lungo un anno sulle tracce del padre Odisseo, ndr). Atena esorta Telemaco, non più ragazzino, a partire in cerca di notizie del padre, gli infonde coraggio, lo invita a prendere il comando della casa e a diventare uomo.

Odissea a/r è il viaggio che ogni essere umano fa nel corso della vita. È il poema che ci ha permesso di interrogarci sui percorsi che segnano il destino dove il motore di tutto è il movimento verso la propria origine. Dall’incontro con figure umane e sovrumane, ninfe e mostri, pretendenti e mendicanti è nato uno spettacolo ricco di evocazioni fantastiche legate al mito ma anche di riflessioni sulla condizione dell’uomo-eroe, che si dimostra piccolo e bugiardo. Dopo avere errato vent’anni, Odisseo torna a Itaca e l’incontro tra il padre e il figlio ci permette di assistere all’umanizzazione del mito. Di Odisseo, Penelope e Telemaco scopriremo i lati più teneri e fragili, i loro difetti, le loro imperfezioi. Una madre e un figlio hanno aspettato a lungo il ritorno del mito e, durante l’attesa, hanno cambiato la propria natura.

Ci sarebbe tantissimo altro da dire, in verità. Davvero. Ma perché farlo? Non perdiamoci il gusto della scoperta, che proprio Odisseo dovrebbe farci ricordare. Quanto detto dovrebbe sufficiente per spingervi ad ammirare questo spettacolo: vi basti sapere che è tutto guadagnato!

Odissea A/R, Ulisse sull'isola di Calipso, foto di Franco Lannino
Odissea A/R, Ulisse sull’isola di Calipso, foto di Franco Lannino

In scena, su regia, allestimento scenico e testi di Emma Dante, ci sono gli allievi attori della “Scuola dei mestieri dello spettacolo” del Teatro Biondo di Palermo: Manuela Boncaldo, Sara Calvario, Toty Cannova, Silvia Casamassima, Domenico Ciaramitaro, Mariagiulia Colace, Francesco Cusumano, Federica D’Amore, Clara De Rose, Bruno Di Chiara, Silvia Di Giovanna, Giuseppe Di Raffaele, Marta Franceschelli, Salvatore Galati, Alessandro Ienzi, Francesca Laviosa, Nunzia Lo Presti, Alessandra Pace, Vittorio Pissacroia, Lorenzo Randazzo, Simona Sciarabba, Giuditta Vasile, Claudio Zappalà. A tutti loro va fatto un plauso.

Lo spettacolo sarà in scena giovedì 10, venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 novembre.

I prezzi delle repliche, con relativi orari, sono i seguenti:

Da giovedì a domenica, intero:

  • Primo settore 32€
  • Secondo settore 27€
  • Terzo settore 22€

Over 65, Cral e convenzioni:

  • Primo settore 28€
  • Secondo settore 23€
  • Terzo settore 18€

(validi esclusivamente per le repliche del mercoledì, giovedì, venerdì e sabato pomeriggio)

Under 29

  • 15€

Orari

  • Giovedì, venerdì e sabato alle 21.00
  • Sabato pomeridiana ore 17.30
  • Domenica ore 18.00

Durata

  • 1h e 30 min. senza intervallo

Gli orari del botteghino sono

  • dal lunedì al sabato 10.30-13.30 e 16.00/19.00;
  • domenica 10.30/13.00;
  • tutti i giorni a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

I biglietti sono acquistabili presso il Botteghino del Teatro (via Conte di Ruvo 14, Napoli), presso le prevendite autorizzate e online sul sito www.azzurro service.net. Non è possibile acquistare online biglietti a prezzo ridotto.

 

19 anni. Studente di lettere moderne. Fondatore di Vaffanstudio e caporedattore di Terre di Campania. Aspirante giornalista, scrittore, enigmista, ludolinguista. Amore per il teatro e per il mio teatro, Rostocco. Passioni di ogni tipo e voglia di scoprire sempre di più, sempre di tutto.

Commenta