Parole Alate presenta al pubblico del teatro Sanacore l’opera teatrale tratta dai romanzi di Domenico Starnone: W LA SQUOLA.

Parole Alate in collaborazione con il teatro Sanacore di San Giorgio a Cremano, propone una pièce teatrale tratta dai romanzi del professore Domenico Starnone. Famose le sue opere da cui prese ispirazione Lucchetti per dirigere La Scuola e Auguri Professore con un professore moderno quale Silvio Orlando.

Giusi Solaro, Martina Giardulli, Giuseppe Gison, Giano Vander, Paolo Pierre Romano, Peppe Balbi e Paquito Catanzaro (regia), ci mostrano i dubbi e l’umanità dei professori radunatisi per lo scrutinio finale di una scuola superiore. Parole Alate punta il dito sulle difficoltà, sulle problematiche personali dei docenti Vivaldi, Majello, Alinovi, Cirrotta, Mattozzi e Mortillaro in un giorno molto importante per gli studenti. Ognuno di loro si esprime attraverso un semplice voto (basso o alto che sia) sul futuro degli alunni. C’è Cirrotta che ha fretta di andare via perché non può perdere tempo, c’è Mortillaro che divide i ragazzi studiosi dagli zappatori beduini, mentre Alinovi li scheda singolarmente come l’FBI.

Ma chi tratta da esseri umani i propri alunni? Solo Majello e Vivaldi. Sono loro che spiegano al Preside quanto sia difficile lavorare con alunni del calibro di Cardini, non per sue mancanze ma per le problematiche che il ragazzo si porta dietro da tempo. Orfano di padre e con una madre lavoratrice che deve sfamare troppi figli e per questo poco presente, il ragazzo rivela se stesso attraverso la Mosca. Il suo gioco agli occhi di docenti meno sensibili e attenti potrebbe sembrare una semplice ragazzata. In realtà ci pone davanti un interrogativo importante: perché questo ragazzo preferisce essere una mosca e non Cardini?

La metamorfosi che cerca di attuare ad ogni lezione non è altro che una richiesta di aiuto. È una mano che non verrà mai tesa da quella scuola rappresentata da professori che lo vedono solo come un numero o una foto tessera. Gli inutili tentativi dei due professori non sono altro che lo specchio della propria vita. Sono impotenti di fronte all’amore che li tormenta l’un l’altro e che non riescono ad esprimere per la paura di lanciarsi nel vuoto. Per l’orrore del “e dopo che succederà?”

Cardini sarà il capro espiatorio della lettera anonima inviata al Preside sulla presunta relazione dei due insegnanti, Cardini sarà imputato anche di ciò che non ha commesso. Perché Cardini è in ogni alunno che si è sentito diverso, estraneo, maltrattato, incompreso. È la pecorella più bisognosa di affetto e comprensione. Prosciolto da quel fantomatico tribunale scolastico, l’alunno verrà bocciato lo stesso. Gli interrogativi e il peso di tale decisione ricadranno solo su chi ha tentato di salvarlo e di capirlo.

Pochi sanno che il ruolo del professore è quello di educare e non di giudicare.

 

Nasco a Napoli nel 1981 e cresco con la passione per le arti e con una curiosità viscerale del mondo, inculcatami sin da piccola dai miei genitori. Nel 2000 mi classifico al secondo posto nella sezione narrativa per il premio città di Salerno. . Iscritta al Circolo Letterario Anastasiano, ho pubblicato per il Verso Verde una poesia dal titolo ”Residui d’Irpinia”. Ho collaborato con il giornale Dream Magazine come fotoreporter per la mostra SEVEN, svoltasi a villa Vannucchi nel 2011. Laureata in lettere moderne, insegno, con gioia e pazienza, nella scuola media.

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