“Di giallo e grigio” è l’album del duo napoletano PMS, pubblicato da Arealive nel dicembre 2017.

Era il 2012 quando Caterina Bianco e Martina Mollo decidono di fondare il duo PMS. Il duo si forma grazie all’incisione del lavoro “Tesi di Martina”, basato sull’arrangiamento in chiave elettronica sulle composizioni di Samuel Barber. Il lavoro era senza filtri, diretto. Anche per questo motivo, le musiciste hanno scelto il nome PMS, abbreviazione di sindrome premestruale. Il nome richiama una certa libertà, e giustificazione, nella scelta musicale, similmente a quell’atto giustificatorio che si concede alle donne in quel periodo della propria vita. Caterina e Martina hanno una formazione classica, entrambe, e si conoscono tra i banchi del conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli. Cerchiamo di conoscere queste ragazze.

Caterina Bianco nasce a Napoli nel 1990. Inizia a studiare il violino a 10 anni, con il maestro Giuliana Babuscio. Continua poi gli studi al conservatorio, prima con il maestro Luigi Salvati, poi con Giuseppe Guida. Si diploma nel 2012, ma continua a studiare alla Mad School, interessandosi al canto, alla musica d’insieme e al pianoforte. Si esibisce in Italia, ma anche all’estero. Con il quartetto d’archi Sòl suona a Fez, in Marocco, per fare un esempio. Continuano le collaborazioni, ma stavolta con E.D.O.- Ethereal Dark Orchestra, con cui solca i palchi tedeschi, in occasione del Wave Gotik Treffen. Il duo con Martina Mollo si forma nel 2012, e sempre nello stesso anno, collabora con i Sula Ventrebianco (gruppo stoner rock). Caterina infatti, pur avendo una formazione classica, è un amante del rock, della musica classica napoletana e del folk. Altre collaborazioni musicali: Rua Port’Alba (con cui si esibisce anche a teatro), Rareca Antica, ‘E Zèzi- Gruppo Operaio, Argine, Marco D’Anna. Caterina è una figura importante anche per il teatro napoletano. Nel 2017, ha scritto e interpretato, difatti, le musiche dal vivo di “Rifiuti- il primo giorno” di Roberto Russo. L’anno precedente solca il palco del Teatro Mercadante di Napoli nello spettacolo “Mamme- piccole tragedie minimali” di Annibale Ruccello.

Martina Mollo studia musica dalla tenerissima età di 4 anni. Si diploma al conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, in pianoforte, nel 2012. Nello stesso anno, forma il duo PMS con la collega Caterina Bianco. La sua attività di musicista comincia molto presto. A nove anni collabora come pianista, poi come fisarmonicista e compositrice per i Rua Port’Alba. Altre collaborazioni: Alfredo Notalberti (violinista, con cui incide quattro dischi), Tango Libre (gruppo di Efraim Cordero, cantante e chitarrista argentino), compare in due album del gruppo Ashram, fa parte del progetto “La favola di Lilith” della poetessa Viviana Scarnici e del musicista Edo Notarloberti, con la E.D.O.-Ethereal Dark Orchestra, che vola in Germania (a Lipsia), con ‘E Zèzi- Gruppo operaio di Angelo De Falco. Oltre alla musica, Martina si interessa anche del teatro. Si occuperà di musica in spettacoli quali: “Mamma- piccole tragedie minimali” di Annibale Ruccello, “Donne in canto” di Antonella Morea, “Io la canto così” per Gabriella Ferri, “ll cazzotto nell’occhio- ad Antonio Gramsci” alla regia: Raffaele di Florio. Debutta, invece, come cantante e attrice con la Compagnia Instabile Megaride al Teatro il Primo di Napoli con la rappresentazione teatrale “La metamorfosi di Pulcinella”, di Angelo Otero.

Insieme, le PMS pubblicano nel 2016 l’EP “Premenstrual Syndrome”. L’anno successivo rappresentano l’Italia alla Biennale dei Giovani del Mediterraneo, in Albania. A dicembre 2017 pubblicano l’album “Di giallo e grigio”. Il loro primo album. Prevede il supporto di Salvio Vassallo, nel missaggio e nel disegno sonoro, e di Ernesto Nobili come produttore artistico. L’album è stato pubblicato da Arealive a livello internazionale, con il contributo di SIAE – SILLUMINA – categoria Nuove Opere del 2016. “Di giallo e grigio” è stato presentato al palazzo dello Spagnuolo il 16 dicembre, ascoltato dal pubblico mediante cuffie, con modalità “silent concert”.

“Di giallo e grigio” è un album che esprime, già dal titolo, una sensazione di movimento. L’intero album è un flusso, da cui ti fai trasportare. L’eleganza delle voci, della musica, dei testi, è semplicemente sublime. 9 sono le tracce, 9 testi diversi fra di loro, 9 le portatrici di sensazioni. Ciò che si respira dalle canzoni è un insieme di malinconia, di rabbia, ribellione e gioia. La formazione classica del duo si sente, è palpabile. Ciononostante, le artiste non si fanno ingabbiare dalle loro “origini musicali”, creando un mix interessante. Musica napoletana, sonorità dark (frutto anche dell’esperienza con collaborazioni artistiche) sono le componenti che rendono quest’album così particolare. il lavoro relativo a “Di giallo e grigio” è di circa 8 mesi, decisamente inferiore rispetto al primo EP “Premenstrual Syndrome”, durato 4 anni. Il legame con la terra natia è presente, tuttavia lo sono anche gli slanci verso altri orizzonti diversi dalla musica napoletana. Come già affermato dal duo, Napoli è una città meravigliosa, una punta di diamante fatta di artisti sensazionali. Ma, è anche necessario sperimentare nuove sonorità. Da un’idea di Davide Mastropalo, già produttore esecutivo, l’album è stato diviso in due lati ipotetici. Un’idea vintage, frutto di generazioni passate. Il lato A è quello dei brani, scritti da Martina (suo padre ha anche scritto una canzone dell’album: “Viandanti”). Il lato B è strumentale, fatto di musica classica ma influenzata dal contemporaneo minimalismo. “Di giallo e grigio” è un album di classe, raffinato e diverso. Bello e innovativo, l’ideale per chi vuole ampliare i propri orizzonti musicali.

Mi piacerebbe lavorare come giornalista, amo scrivere ma la musica ha un suo spazio del tutto personale in me, in particolare lo studio del canto. Non sono pretenziosa ma nemmeno approssimativa, scrivo di ciò che vedo, leggo e sento, con un pizzico di obiettività.

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