L’opera di Guarramon è compiuta. All’ombra del paese dei coppoloni, Cairano, e nella polvere che fanno gli scarponi del viandante

«Arriva un punto nella vita che sono le terre che devono cominciare a venirti a trovare. E non tu. Un punto che si smette di correre in mezzo tra i suoni come li pacci.»

È così che Vinicio Capossela si racconta attraverso la voce narrante del suo prezioso ultimo lavoro Il paese dei coppoloni. Ed è in questo modo che lo inscena nel suo film, uscito a gennaio, e, per concludere, gli imprime il sigillo con il nuovo disco Polvere e Ombra, un doppio cd, prodotto anche in vinile, in cui prendono colore e maggiore acutezza le voci delle creature della Cupa. Quelle creature che il viandante incontra durante il suo viaggio onirico e memorabile, qualcosa di così straordinario che diventa leggenda.

Guarramon, l’uomo della tempesta, arriva alla stazione di Conza-Andretta-Cairano, da tempo dismessa, per presentare le canzoni della Cupa in un posto che ha definito l’identità di un popolo, a causa della sua forte emigrazione.

Le creature di Vinicio Capossela prendono voce, corpo, diventano personaggi, sono personaggi; realmente esistiti e mitizzati. Animali che assumono sembianze umane, storie di uomini e di donne che, finalmente, vengono alla luce dall’oscurità con cui l’oblio le custodisce e le camuffa.

E il Guarramon, che in Vinicio Capossela prende forma, decide di raccogliere la tradizione orale e mescolarla ai colori del grano e alle nuvole mosse dal vento selvaggio che cavalca le dune verdi della sua terra. L’Irpinia. Quella parte dell’Irpinia che confina con la Basilicata e che ricorda nella sua sontuosità paesaggistica e folcloristica il lontano west.

Il libro, il film e adesso il disco, uscito, quest’ultimo, il 6 maggio e presentato ieri nella sua terra con un evento originale, come del resto lo sono tutti quelli che vedono l’artista incontrare il suo amato pubblico.

Dopo la presentazione del disco e la firma degli autografi si è proseguito con la degustazione dei prodotti tipici del luogo.

Il piazzale della stazione abbandonata di Conza-Andretta-Cairano torna a rivivere celebrandosi a mezzanotte con la quatriglia.

Uomini e donne hanno danzato sulle note di un organetto e nelle polveri alzate dai loro piedi hanno lasciato una memoria nel cammino del Guarramon.

la Viandante

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