I Baustelle al Pomigliano Jazz Festival, un concerto spettacolare insieme all’ONJ –Orchestra Napoletana di Jazz nell’Anfiteatro Romano di avella

Dopo i primi due concerti dei tre previsti con Louis Sclavis (il primo rimandato all’8 settembre causa maltempo), la XXIII Edizione di Pomigliano Jazz 2018 diretta da Onofrio Piccolo è continuata il 5 settembe all’Anfiteatro di Avella con un concerto esclusivo e particolare che ha visto, nello scenario spettacolare dell’Anfiteatro, tappa ormai consolidata del Pomigliano Jazz Festival, i Baustelle esibirsi con la partecipazione straordinaria dell’ONJ –Orchestra Napoletana di Jazz. Con l’Orchestra, diretta da Mario Raja, la band toscana ha dimostrato che nella MUSICA non esistono barriere o etichette insormontabili visto che hanno accettato di poter coniugare la loro musica pop/rock con un genere musicale totalmente differente come quello del jazz ma la “sfida” decisamente fuori da ogni schema e per alcuni versi provocatoria quanto rischiosa si è rivelata assolutamente vincente.

Il pubblico dei Baustelle, non sappiamo se più che incuriosito che attratto da tale proposta del Pomigliano Jazz Festival ha aderito in modo entusiastico all’evento riempiendo completamente la platea dell’Anfiteatro, dando al progetto un esito assolutamente positivo. Lo stesso Francesco Bianconi ha dichiarato che non avevano mai immaginato di poter trasformare le loro canzoni dalle atmosfere del jazz ma proprio perché mai neppure immaginato, ne erano incuriositi ed attratti, ma che sono stati felici di affidare alcune delle loro canzoni agli arrangiamenti di Raja e, visti i risultati, non è detto che il jazz non possa far parte della musica dei Baustelle anche in futuro e magari chissà farsene influenzare e conquistare.

Per chi era presente alla serata del concerto si ha avuto la sensazione che la musica è davvero l’unica strada per poter mettere insieme esperienze diverse, mondi diversi, persone diverse in una perfetta alchimia di note, di atmosfere e di emozioni che vanno ben oltre un semplice concerto. L’intuizione del Direttore Artistico Onofrio Piccolo si può dire quindi assolutamente vincente.

I Baustelle, gruppo musicale idie rock italiano, nasce artisticamente nel 1996 in Toscana ma è con l’arrivo di Rachele Bastreghi nel 2007 che adottando il nome Baustelle (termine tedesco che significa cantiere/lavori in corso) iniziano il loro percorso artistico/musicale. Ilprimo album viene pubblicato nel 2000 “Sussidiario illustrato della giovinezza” che vanta la contemporanea presenza di molteplici stili musicali (canzone d’autore, musica elettronica, new wave, bossanova) e di temi incentrati sulla descrizione di un’adolescanza romantica e tormentata al tempo stesso, al quale fino ad oggi seguono altri sette album fino all’ultimo “L’amore e la violenza Vol.2” pubblicato a marzo 2018, passando per varie esperienze musicali che li hanno portati ad essere una delle massime espressioni non solo del indie rock alternativo che pone insieme elementi di elettronica ad una svolta “oscenatamente pop” come la definisce lo stesso Bianconi degli ultimi due album e a testi che parlano di amore nella sua forma violenta e appassionata allo stesso tempo straziante e malinconica che danno ai Baustelle una marcia in più rispetto a tanti altri gruppi/band del mondo indie rock italiano. Insomma la band ha decisamente uno stile trascinante e l’idea di associare la loro musica e il loro stile al mondo jazz dell’Orchestra è stata una sfida azzardata ma, sulla base della partecipazione del pubblico e dai loro applausi, sicuramente vincente per tutto lo staff organizzativo del Festival.

 

Già dai primi brani del concerto (“Jesse James e Billie Kid”, “Baby” “Eurofestival”, ) applauditissimi dal pubblico si capisce che il concerto sarà un autentico successo. La musica dei Baustelle sembra un racconto di vita, fatto di storie di amore ma anche di violenza come raccontano i loro ultimi due album, di sentimenti d’amore nostalgico o sofferente ma anche di rabbia e dolore. In “lei malgrado te” Francesco Bianconi, accompagnato dalla voce come sempre ipnotica di Rachele Bastreghi, lancia un messaggio preciso: “Tutto mi parla di te, perfino la tua assenza mi fa compagnia/Perché lei, malgrado te, muore per me, chiede perché, ma niente sa della mia vita e del loro schietto e diretto”.In “perdere Govanna” (uno dei brani più belli scritti dai Baustelle) si arriva all’apoteosi della sofferenza amorosa di Bianconi, con tanto di ricordi dei tempi felici della vita di coppia, un sovrapporsi del dolore per la perdita della donna amata e il calore di una giornata di sole, e lo straziante urlo finale “Cancellare di colpo solo tutti i suoi messaggi per un errore madornale/Realizzare di aver coltivato l’odio, il vuoto, la purpurea digitale, oh Cristo!”

 

Con l’Orchestra diretta da Mario Raja l’emozione arriva all’ennesima potenza: brani come “Le Rane”, “la Guerra è finita”, o “Il Minotauro di Borges” solo per citarne alcuni, riarrangiati dal talento compositivo dello stesso Direttore d’Orchestra diventano veri e propri capolavori, dimostrando che il jazz è capace non solo di dare una veste decisamente affascinante a brani musicalmente distanti da esso ma di trasformarli in veri e propri capolavori, grazie alla bravura non solo di Raja ma di tutti i musicisti dell’Orchestra che vanta i più importanti nomi del jazz campano. Sul palco insieme ai Baustelle con Francesco Bianconi (voce, chitarre, tastiere), Claudio Brasini (chitarre) e Rachele Bastreghi (voce, tastiere, percussioni), anche Ettore Bianconi (elettronica e tastiere), Sebastiano de Gennaro (percussioni), Alessandro Maiorino (basso), Diego Palazzo (tastiere e chitarre), Andrea Faccioli (chitarre), oltre ai 12 musicisti dell’ONJ per una performance speciale e irripetibile: Gianfranco Campagnoli, Matteo Franza, Nicola Coppola e Mauro Seraponte (tromba); Alessandro Tedesco, Raffaele Carotenuto e Antonio Di Somma (trombone); Marco Zurzolo e Vincenzo Saetta (sax contralto); Enzo Nini e Giulio Martino (sassofono tenore); Nicola Rando (sassofono baritono).

Il concerto è stato anticipato dall’esibizione di “Eclectic Duet” con Ileana Mottola & Alessandro Castiglione.

Cofinanziato dall’Assessorato allo Sviluppo ed alla Promozione del Turismo della Regione Campania con i fondi POC 2014-2020 e dal MiBAC, il Festival 2018 sarà un vero e proprio viagio nel territorio Vesuviano e dell’Alto Nolano, in partnership con l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, la Comunità Montana del Partenio-Vallo di Lauro, Scabec, Slow Food Vesuvio e Agro Nolano, Legambiente Campania, Instituto Cervantes di Napoli ed i Comuni di Ottaviano, Pollena Trocchia, Terzigno, Pomigliano d’Arco, Avella e Sirignano. Con la partecipazione della Soprintendenza Archelogica Belle Arti e Paesaggio per le Province di Salerno e Avellino, delle Pro Loco dei comuni coinvolti ed altre associazioni territoriali e di varie aziende della filiera agroalimentare.

Annamaria De Crescenzo, è stata contagiata dal suo compagno in questa passione per la fotografia. Grazie prima ad una macchina professionale Nikon ha imparato a “guardare” gli Artisti sul palco con un “occhio” completamente diverso. Nel 2014 ha contribuito a trasformare la semplice passione di entrambi in un progetto concreto: nasce SpectraFoto, con quale entrambi si sono dedicati, come fotografi free lance, alla fotografia di eventi, rassegne e festival musicali, oltre che di spettacoli teatrali e musical non solo su Napoli ma anche sul territorio campano e nazionale. A tale passione della fotografia, dal 2016 ha unito anche un’altra sua passione: raccontare, non solo con le immagini ma anche con le parole gli aspetti più salienti della carriera degli Artisti fotografati, le recensioni del concerto stesso, in alcuni casi correlandole con brevi interviste.

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