Skampia-La serie è stata realizzata da alcuni ragazzi non estranei alla realtà che viene mostrata. Non si tratta di una denuncia, ma di un desiderio, quello di raccontare semplicemente, molto forte. Grazie a Enzo Sacchettino, attore della serie, ci si fa strada nelle case di gente comune che lotta alla sopravvivenza.

Skampia-La serie è una serie scritta da Enzo Sacchettino ha voluto spogliare una realtà già nuda, entrando nelle viscere di questa e mostrando ciò che ne resta: Scampia e gli abitanti delle Vele.

Chi è Enzo Sacchettino? Oltre a farsi narratore e portavoce delle grida degli abitanti di Scampia, molti potrebbero ricordarlo come “Danielino” nella serie “Gomorra”, in cui ha interpretato la sua parte a soli 13 anni. Una soddisfazione, come egli stesso ammette, dal momento che sin da bambino recitare è sempre stata la sua passione. Come tutti i ragazzi di questa zona ha avuto e continua ad avere dei sogni, che nella maggior parte dei casi, però, restano chiusi negli umidi cassetti dell’infanzia.

Recitare è sempre stata la mia più grande passione, avevo solo 11 anni quando ho girato il mio primo cortometraggio. A 13 anni invece mi sono ritrovato sul set di Gomorra ed è stata una grande soddisfazione. Vivendo in questi posti dimenticati dal mondo (perché è così che appaiono all’occhio esterno), questa sensazione di abbandono fa parte di te: sei stato scelto per sentirti tale e non riesci a fuggire, a combattere; anzi ti arrendi e subisci.

Andrea Rosario Fusco, regista e autore di Skampia, ha vissuto sulla sua pelle situazioni del genere.

Sono napoletano e sono cresciuto in un contesto non troppo diverso da quello di Scampia. La consapevolezza dell’abbandono di questi luoghi fa parte del mio DNA. Proprio per questo, probabilmente, anche in alcuni miei lavori precedenti come L’odore dell’Inferno – viaggio nelle carceri peruviane o Erano bambini ho sempre avuto l’esigenza di raccontare storie di mondi dimenticati e invisibili.

Egli rivela anche in che modo sia nata la serie: c’è l’esigenza di raccontare, documentare e mostrare a tutti cosa significhi realmente vivere in questo modo.

‘Skampia – La Serie è un progetto che nasce con la consapevolezza di voler mostrare una realtà che molto spesso non viene raccontata dai media o che viene raccontata sempre allo stesso modo. Non c’è alcun intento di denuncia (sarebbe l’ennesima) né di cambiare le cose.

Sono parole forti, ricche di frustrazione e perché no rabbia. Un mondo dimenticato da tutti, dove vivere in realtà significa sopravvivere.

Io mi limito ad accendere la videocamera e a seguire le vite di gente vera che diventa personaggio ancor più vero. Sono le vite nude di queste persone che diventano messaggio ed arrivano allo spettatore. Erano anni che volevo realizzare un lavoro sulla gente di Scampia. Grazie a Gianluca Di Maro, coordinatore della comunità Cedro, sono riuscito a conoscere Enzo Sacchettino. Per il resto, tutto è iniziato con una passeggiata nelle Vele insieme a lui in un periodo in cui stavano per iniziare i primi traslochi. Ogni persona è stata inquadrata senza un preciso copione ma con l’unica idea chiara di quanto si desiderava raccontare. Antonietta l’ho incontrata davvero, per caso, sulle scale, ad esempio. Se non ci fossimo incontrati in quel dato momento, probabilmente, non avrei avuto la possibilità di raccontare la sua storia. È stato un lavoro in divenire. Una continua scoperta. Molto è stato fatto al montaggio con l’aiuto del mio caro amico Giuliano Marotta. Giuliano è il montatore della Serie ed è la persona che più di tutti mi ha sostenuto in questo progetto. Gli sarò sempre grato per questo. Abbiamo lavorato circa tre mesi con passione ed entusiasmo, cercando di non cadere nella trappola dello stereotipo o facili attrattive per il pubblico.

Non solo Sacchettino e Fusco sono stanchi di accettare passivamente la vita; molti abitanti delle Vele, infatti, hanno deciso di mostrare il proprio volto in questa battaglia che va avanti ormai da anni e di reagire. Hanno rivelato il grande disagio e disastro cui devono soccombere ogni giorno senza peli sulla lingua. Il lavoro è stato bello e non del tutto semplice, ma ne è valsa la pena, stando alle parole di Andrea Rosario Fusco.

Le persone che ho incontrato si sono sempre dimostrate disponibili, la gente è sempre stata molto cordiale e non ho avuto nessun tipo di problema. C’è stato solo qualche raro momento di tensione durante qualche intervista o tentativo di intervista ma è stato gestito senza alcuna conseguenza. E’ naturale ed umano che possano accadere episodi di nervosismo da parte di persone che si mettono a nudo nel profondo davanti ad una videocamera. Per il resto c’erano curiosi che ci fermavano per chiederci cosa stessimo facendo o donne che ci chiamavano dai ballatoi per offrirci il caffè. Alcune persone non hanno voluto farsi intervistare o hanno deciso di non mostrare il proprio volto. Noi abbiamo sempre rispettato la loro decisione senza insistere più di tanto.

Molto spesso però gestire se stessi davanti alle telecamere non è sempre semplice; ciò non vale per Enzo Sacchettino, che nonostante i suoi momenti bui, è riuscito a mantenere una fredda lucidità per dare vita al progetto.

Quando mi sono ritrovato di nuovo davanti la macchina da presa mi sono sentito bene a mio agio o come si vuol dire “a casa mia”. Mi sento orgoglioso di me stesso perché sono riuscito ad uscire da questo tunnel nero.

Secondo alcuni commenti in rete Skampia – La Serie sarebbe una “seconda” Gomorra. Forse per i temi relativamente simili, per la provenienza in comune dei personaggi (realtà campana), forse perchè entrambe vogliono far sentire la propria voce. Enzo Sacchettino, però, non sembra essere d’accordo, ma ciò non gli dispiace affatto.

Che dire una seconda Gomorra non direi proprio perché Gomorra non è poi tutta realtà e ci sono copioni da leggere, mentre Skampia – La Serie è una cruda realtà, dove ognuno è libero di parlare e raccontare, nessuno di noi ha avuto dei copioni. È normale mi fa molto piacere perché li è aumentata la mia visibilità e sono cresciuto lavorativamente.

Ad ogni azione solitamente corrisponde una reazione. L’unica cosa che bisogna aspettare è che grazie a questi ragazzi qualcosa possa succedere e si scateni quella reazione che da tempo si attende.

Riflettete e… buona visione.

 

Ho 20 anni e vorrei inserirmi nel mondo del giornalismo (mia grande passione scoperta grazie ad uno stage). Ho frequentato il liceo classico e ora sono iscritta alla facoltà di lettere classiche della Federico II di Napoli.

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