La giovane rocker campana Scarlet firma il suo esordio con l’album “Wonder”. Uscito lunedì 26 marzo per Luma Records, si incentra su due temi fondamentali: l’amore e la libertà.

“Wonder è il mio passaporto per la libertà, la libertà di essere la donna che sognavo da bambina”. Ecco ciò che afferma Scarlet sul suo album – dopotutto quale modo migliore per parlare di un disco se non usando le parole di chi l’ha creato? -. Su questo passaporto otto timbri, ognuno dei quali rappresenta una tappa di questo viaggio alla ricerca di se stessi e della propria libertà. Un cammino in cui l’amore la fa da padrona, talvolta esercitando un potere tale da diventare un vero e proprio peso da dover sopportare. Anzi, esageratamente insopportabile.

Scarlet, CopertinaWonder è il nome del primo traguardo raggiunto – o forse del punto da cui tutto ha inizio. A livello strumentale si sviluppa in maniera molto lineare e pulita: sonorità in pieno stile alternative rock senza alcuna eccezione. L’elemento chiave di questa canzone, come in tutte le altre, è il testo: nel complesso si presenta molto evocativo, si evince la cura dell’artista nella scelta delle parole da utilizzare.

L’animo solitario e stanco della viaggiatrice si ribella: così Demon prende vita. Un grido di rabbia che si cristallizza nell’immagine di un amore malato e opprimente che prende il dominio della psiche di chi lo vive senza offrirgli via d’uscita alcuna.

Se, come già detto, generalmente sono i testi ad avere un ruolo centrale nei pezzi, in You Uh gli strumenti si fanno largo e occupano il posto in prima fila che spetta loro. Interessante, oltre al basso corposo in apertura, è la chitarra elettrica, che prevale per quasi l’intera durata del brano senza mai essere banale.

Terminato il cammino della nostra viaggiatrice scarlatta restano delle sensazioni piacevoli nella mente di chi l’ha percorso. L’album complessivamente è un buon lavoro: i testi sono ben strutturati, la musica è semplice e senza fronzoli, uniforme. Il tutto perfettamente in linea con lo stile alternative rock. Se si dovesse trovare una parola chiave, questa sarebbe “piacevolezza”.
Insomma, dopo averlo ascoltato si capisce di stare davanti a un lavoro ben fatto.

Nata nel 1997 a Caserta. Pianista a tempo pieno, scrittrice da sempre e instancabile viaggiatrice. Porta sempre con sé un’agenda e una penna per poter immortalare tutto ciò che la colpisce.

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