Il teatro simbolo di Napoli tra storia, primati e impronte illustri

La storia del Teatro di San Carlo, “Il Teatro” di Napoli, è già di per sé un’opera d’arte. La suggestiva struttura che affianca il Palazzo Reale (a cui si dice sia legato tramite un tunnel) è una figura che, affacciandosi su piazza Trieste e Trento, colpisce per la sua grazia, eleganza, ma mischiandosi anche alle numerose altre testimonianze storiche adiacenti.

Il Teatro è nato e vissuto con la città, contribuendo a farne la storia grazie ai suoi diversi primati. È infatti il teatro più antico d’Europa, inaugurato il giorno dell’onomastico del sovrano Carlo III di Borbone nel 1737. La sua bellezza è stata acclamata da svariate personalità artistiche, tra cui Stendhal e Conan Doyle, e continua a esserlo ancora oggi. Nei secoli, i più illustri compositori e artisti hanno calcato il suo palco, come Bach nel 1761 e poi, nel corso dell’Ottocento, Paganini, Mercadante, Bellini e, non per ultimo, Verdi. Nel 1812 venne inaugurata la Scuola di Ballo del San Carlo, che detiene anche il primato di più antica in Italia. Con l’inizio del Novecento il teatro venne distrutto durante i conflitti mondiali. Nonostante ciò, esso fu ancora una volta il primo teatro italiano a ripartire subito dopo la fine della guerra.

I numerosi cambiamenti che nei secoli hanno reso il teatro come lo vediamo oggi non riguardano solo l’estetica, ma soprattutto l’efficienza. Ad esempio, al San Carlo non si usano microfoni per amplificare il suono. L’utilizzo di materiali fonoassorbenti come il legno e la cartapesta garantiscono un’acustica perfetta. In più, con l’aggiunta nel 1816 del velario raffigurante Apollo che introduce a Minerva i poeti più grandi del mondo di Cammarano, venne creata una sorta di camera acustica, poiché esso risultava sospeso, posto in basso rispetto al tetto, senza però bloccare il suono. Altre modifiche riguardano i posti a sedere, aggiunti solo in un secondo momento, in quanto all’inizio lo spazio era vuoto per permettere al pubblico di ballare liberamente.

Oggi, nonostante le sue poltrone possano raggiungere prezzi esorbitanti durante le prime, gli spettacoli restano comunque alla portata dei cittadini. Le proposte per la stagione 2015/16, dopo l’esclusivo evento della Carmen suite con la star russa Svetlana Zacharova, stupiscono ancora per le nuove produzioni, come la Carmen di Zubin Mehta per l’opera e Romeo e Giuliettadi Alexeij Bogorad per il balletto. Assistere ad una pièce nella cornice del San Carlo rappresenta non solo godere di uno straordinario spettacolo, ma anche rivivere attraverso i sensi anni di storia, ripercorrendo le impronte di centinaia di artisti. Il teatro non è accessibile solo per spettacoli, ma sono organizzate visite guidate ogni giorno, in cui è possibile venire a conoscenza degli aneddoti che hanno fatto la sua storia e quella della città, oltre ad accedere a zone normalmente interdette al pubblico.

Laureanda in Scienze della traduzione presso l’università La Sapienza di Roma, dove si interessa di traduzioni dalla lingua russa e ceca. Appassionata di scrittura, cinema e teatro, rivede nella sua terra le più ampie espressioni tradizionali ed innovative dell’arte.

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