Settembre: mese di cambiamenti, mese di poesia. Alessio Vito ci da un assaggio della bellezza di quel mese che fa da coda all’estate con un brano appassionato, sincero.

Settembre, mese complesso. Settembre, mese a tratti infinito. Settembre, ora raccontatoci in musica.

Alessio Vito, cantautore, ci propone un biglietto da visita quanto mai ben pensato per il suo nuovo album. Il singolo Settembre, infatti, si rivela essere la giusta combinazione tra una componente lirica che è frutto di un cantautorato maturo, sincero, percepito intensamente dall’autore, ed una componente musicale trascinante, certamente priva di qualsivoglia virtuosismo, ma estremamente funzionale al racconto di quei versi.

Supportato dalla Resisto Distribuzione, il giovane cantautore campano confeziona un singolo lungo rispetto alla media (siamo intorno ai cinque minuti), e dalla struttura interessante: alla (splendida) voce di Vito stesso, si affianca un utilizzo sapiente degli strumenti, scandito da ingressi cadenzati degli stessi, secondo un ordine che è più o meno il seguente: all’inizio la chitarra acustica che costruisce la melodia, poi la distesa del tappeto di ritmica delle percussioni, e solo infine una chitarra elettrica incattivita che, con pochi tocchi, si mostra come culmine di questo crescendo. Manca un vero e proprio ritornello, e questo fa sì che il brano scorra più facilmente, dando l’idea di costituire un metaforico viaggio dal punto di partenza A al punto di partenza B, senza soste o riprese alcune, ma solo lungo questa via diritta in cui si osservano mille paesaggi. A voler ridurre il tutto in poche parole, direi che, semplicemente, ascoltare Settembre, e la sua curiosa struttura, suscita belle sensazioni.

Il consiglio più sincero che mi sentirei di dare è di riascoltare il brano più volte, soffermandosi magari su elementi diversi. Esattamente come il guardare una fotografia da punti di vista diversi può aiutare a scandirne elementi nuovi, ascoltare un brano più volte può aiutare a soffermarsi meglio su singoli aspetti, dalla componente musicale – gradevole anche in quegli ascolti meno concentrati, come quelli che si fanno in macchina quando ci si vuol lasciar trasportare dalla radio – finendo al testo, che merita sicuramente qualche attenzione in più, poiché estremamente introspettivo e ricco di immagini suggestive e significative.

Concludendo, dunque, affermerei che Alessio Vito è senz’altro riuscito ad incuriosirci. L’attesa per il suo album si fa più incalzante, e se le premesse stabilite da questo singolo non verranno disattese, ci ritroveremo dinanzi ad un lavoro su cui soffermarci parecchio.

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