Cosa possiamo dire dell’ultimo lavoro di Maurizio De Giovanni: Souvenir, un intrigo noir tra passato e futuro che inizia da una notte d’amore.

Pagine in cui le azioni e i pensieri sembrano fluire in un vorticoso mosaico di sensazioni, che scaturiscono da una sorta di immersione nella natura, come uno specchio che rappresenta il moto interiore dei personaggi, che si incarna a volte in un dialogo muto, fatto di sguardi e di silenzi taciuti. L’elemento cardine di tutta la vicenda è una notte d’amore, unica e indimenticabile che racchiude in sé un mondo e si dirama fino a delineare il passato, “che sembra assomigliare al presente” e un futuro inimmaginabile e indefinibile, perché forse mai cercato.

Bellissima e particolare è la descrizione di quell’ottobre “aspro e dolce, sospeso nell’aria”, in un’atmosfera rarefatta, di attesa e tuttavia carico di responsabilità a cui non ci si può sottrarre, che si insinua nella vita dei protagonisti, nelle loro situazioni personali, frammentandone le certezze e lasciano qualcosa di sospeso. Emergono figure tratteggiate appena, in cui profondo è il senso di solitudine delle persone che si trovano ad un bivio e non hanno la forza di andare avanti, di farcela, di attraversare quel “ponte” che appare improvvisamente nelle loro vite e crea un ostacolo insuperabile: la ricchezza e la povertà diventano quindi solo una situazione contingente che non aiuta e il loro ultimo momento è il frutto di una decisione inesplicabile, ma determinata, descritta con lievi accenni, lasciando al lettore la possibilità di immaginare e forse di comprendere.

Il passato è importante, è qualcosa che è sempre accanto a noi, negli anfratti della nostra memoria. “Souvenir” rappresenta una parola chiave, ricollegabile a un vecchio film, ma lascia una traccia silente e misteriosa, come un filo invisibile attorno a cui si svolge la vicenda, come il percorso in un labirinto sconosciuto: “non è più il tempo di ricordare, ma bisogna prepararsi a ciò che viene”.

L’autore attraverso una scrittura molto fluida e al contempo pregnante dà molta rilevanza ai sentimenti autentici, all’interiorità, senza che ciò interrompa la descrizione del corso degli eventi, mentre il lavoro investigativo si dipana in modo preciso, creando anche la necessaria suspense, all’interno di un ambiente particolare, fatto anche di collusioni politiche e menzogne: una sorta di commistione tra realtà e cuore. Significativo l’elemento che traspare tra le pagine di questa storia intricata e coinvolgente: il legame di affetto profondo, anche se non necessariamente di sangue, che si stabilisce tra madre e figlio o quello che unisce due fratelli che non si conoscono e che sembra tirare le fila di questa storia e rappresentare un porto sicuro. Il legame che non si spezza, reso eterno da lettere ingiallite, ma mai dimenticate, che ricordano per sempre “l’amore di una notte e il sacrificio di una vita”.

 

Ilde Rampino nasce a Napoli nel 1959, ha conseguito una laurea in lingue e letterature straniere (inglese, francese e tedesco), il diploma di interprete traduttrice in inglese e tedesco e una laurea in lettere moderne. Insegna da molti anni nelle scuole medie della provincia di Avellino, è da sempre appassionata di poesia e letteratura e scrive recensioni per artisti e scrittori, ha partecipato a reading letterari ed è stata componente di giuria in concorsi letterari e artistici. Ha pubblicato vari libri di poesia e romanzi, ottenendo premi e riconoscimenti. Ha collaborato con vari quotidiani locali, intervistando numerosi artisti e scrittori.

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