Pubblicato il 24 Ottobre, l’album d’esordio di Spaghetti Casanova è un piacere per le orecchie, tra tecnica, varietà nei suoni e una ironia sferzante.

‘Sta volta il lavoro dal mio lato della tastiera è facile facile: nel momento in cui vi dico che il titolo dell’album d’esordio di Spaghetti Casanova è Super Hits Per Cuori Infranti, e se aggiungo che si tratta di un album rock tanto nell’anima quanto nell’esecuzione curatissima (e dal sound ricchissimo, complice anche il vasto roster di strumenti chiamati in causa e l’evidente divertimento che c’è stato nell’usarli), come posso non avervi già convinto, anche solo un pochino, a dargli un ascolto?

Super Hits Per Cuori Infranti ha un po’ tutto quel che serve: bei testi, che fanno dell’amore il loro nucleo centrale, tra massacri e sentimentalismo, tra ironia e cultura Pop (basti pensare che i video ufficiali dei brani non sono altro che una serie di montaggi – uno per ogni brano – di una schiera di film scelti appositamente per la loro specifica e singolare trattazione del tema amoroso), tra originalità e citazionismo – a volte velato, a volte più esplicito (comodo è l’esempio di Oi Marì, che riporta alla mente con una certa spontaneità Louis Prima e la sua Oh Marie); musica ispirata e ben composta, che richiama volutamente una vasta schiera di generi e influenze, con chitarre graffianti provenienti dal Blues e fiati pieni e vivaci misti a tempi allegri portati col charlie, tipici di chi vuol far capolino con delle sonorità Hard Bop, cui si sommano una voce carismatica e le strings che danno colore e fantasia ad ognuno dei dieci brani che compongono l’LP (per un totale di poco più di una trentina di minuti di musica).

E per chi non ha a cuore certi stili, certi suoni? Purtroppo non sarà questa l’occasione di svolta. Super Hits Per Cuori Infranti parla a chi è sintonizzato sulla stessa linea, ma per tutti gli altri, ahimè, il prodotto di Spaghetti Casanova potrebbe risultare senz’altro pesante, difficile da sorbire nella sua interezza. Nonostante dunque l’alto valore del progetto nel suo insieme, mi è parsa doverosa la precisazione di cui sopra.

A concludere, non posso che aggiungere che il lavoro di Spaghetti Casanova è originale nonostante la sua vicinanza a sonorità ben lontane cronologicamente da noi, e pur nell’aver trattato un singolo argomento – per giunta assai blasonato, non c’è neanche bisogno di sottolinearlo – che è stato però sviscerato in modi che non definirei per niente scontati.

Spaghetti Casanova, dunque, firma un esordio valido che innalza l’asticella delle aspettative per i suoi futuri lavori, e si garantisce anche un posto tutto suo nel mare di buone produzioni che questo 2020 ci ha riservato.

Vintage, ma con originalità.

 

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