Stronzology: Gnoseologia della dipendenza dagli stronzi: un libretto filosofico per assicurarsi la salvezza

Amleto de Silva, in arte Amlo è uno scrittore, o meglio uno uno che scrive (come si definisce lui stesso), nato a Napoli e cresciuto a Salerno. Autore di numerosi romanzi, scrittore per il teatro, blogger e vignettista satirico, è un personaggio poliedrico, un addetto ai lavori senza peli sulla lingua che non teme di dire la propria, in nessun caso, pur rischiando di sembrare spocchioso e insopportabile.

Stronzology non è certo la sua opera più recente, ma di certo un libro che merita di essere raccontato, discusso e interpretato. Pubblicato nel 2014 per LiberAria Editrice, il volume raggiunge facilmente un discreto successo, specialmente in ambito regionale, per il tema curioso quanto mai sentito, che attrae facilmente un vasto pubblico. Stronzology non è un romanzo, non è una lettera o un manuale d’istruzioni, bensì si presenta come un volumetto filosofico che, pur annunciando di contenere al suo interno il modo per vivere in pace, lontano dagli stronzi, in realtà si limita (cosa non da poco) ad offrirci uno o più modi per scoprire e riconoscere chi sono gli stronzi che quotidianamente ci circondano.

Si è decisamente capito, Amleto de Silva, in questo volume parla di stronzi, di approfittatori, di persone orribili che sarebbe meglio non frequentare ma che puntualmente si aggirano inesorabili intorno a noi. E non si tratta di leggende come quella dei demoni che camminano tra gli esseri umani oppure dei rettiliani che ci controllano confondendosi con noi, no: gli stronzi, secondo Amlo, esistono davvero e spesso e volentieri sono anche inconsapevoli di esserlo. Anzi, fin dalla prima pagina lo scrittore ci mette in guardia: tra i lettori potrebbero esserci degli stronzi.

Ma chi sono queste figure per niente leggendarie? Amleto de Silva attraverso le 170 pagine del suo romanzo racconta attraverso aneddoti, esperienze, e dimostrazioni la perfetta figura sopracitata, quali sono le sue caratteristiche e quali sono i modi per poterli riconoscere ed evitarli. Lo stronzo è colui che mette il proprio interesse al primo posto e che non si cura di poter recare danno agli altri; è colui che finge di non essere un egoista, menefreghista, spilorcio, approfittatore, ma che nella realtà dei fatti lo è.

In Stronzology, attraverso episodi quanto mai realistici, e accompagnato da uno stile di scrittura fluido, veloce e coinvolgente, il lettore è spinto ad analizzare la propria esistenza, e di conseguenza se stesso, al fine di comprendere chi sono le persone di cui potersi fidare e, soprattutto, se potersi fidare di se stesso.

Il volume, leggero, scorrevole, si arricchisce di una buona dose di citazioni importanti (da Baudelaire, a Freud) a sostegno di una tesi tanto insolita quanto necessaria. Grazie ad un’impostazione stilistica che riprende, esagerando, lo stile di Giobbe Covatta, e che tenta di raggiungere (in maniera molto più disimpegnata) il modus operandi del Prof. Carlo Cipolla o delle Leggi di Murphy, Amleto dissacra, distrugge, capovolge la letteratura d’impegno, disdegnandola, piegandola e utilizzandola per veicolare il proprio messaggio che pur non essendo “spiritualmente elevato” si rivela attuale e più comune di quel che sembra, e per questo di grande valore. Tale considerazione perdona anche la buona dose di “presunzione” con cui lo scrittore pigia i tasti del proprio PC, presunzione confessata e che si lega ad un discorso di letteratura sincera (alla Hemingway) che, in un epoca sempre più corrotta dai servilismi dell’editoria, risulta essere molto più apprezzabile e incisiva.

Un lavoro interessante, capace di colpire e attratte per la curiosità del tema, e che non delude grazie alla capacità di coinvolgere e divertire appartenente alla scrittura di Amlo

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