Il comune di San Sebastiano al Vesuvio, in collaborazione con l’associazioe Arabesque di Portici, ha dedicato un angolo dei giardinetti di piazzale Plinio ad un albero speciale simbolo della lotta contro il pregiudizio.

Il giorno 9 dicembre,presso il comune di San Sebastiano al Vesuvio, due associazioni, Arabesque con presidente Paola De Luca e il Mandorlo con presidente Salvatore Vitiello, hanno accompagnato un gruppo di ragazzi portatori di handicap in una giornata simbolo di rivoluzione. Come evidenziato dalla presidente Paola De Luca:

L’albero che piantiamo oggi è simbolo di crescita e di integrazione, è l’albero simbolo di una battaglia che vuole vincere il pregiudizio e dare a questi ragazzi un mondo ed una società che non si fermi alle apparenze e che conceda loro diritti e soprattutto doveri.

Le due associazioni sono impegnate in attività e laboratori il cui obiettivo viene sintetizzato dall’intervento del presidente Salvatore Vitiello:

Noi operiamo per cercare di rendere autonomi questi ragazzi e fare in modo che essi possano avere meno difficoltà nella vita sociale.

Il messaggio importante da diffondere riguarda proprio un cambiamento di prospettiva relativamente al problema di integrazione e lotta al pregiudizio, come conferma la dottoressa Emanuela Griffo:

Il pregiudizio è figlio di una negazione delle possibilità, siamo in una società che non concede opportunità a chi non è in grado di stare al passo con i tempi dettati dalle maggioranze, bisogna dare l’opportunità a tutti di coltivare le proprie abilità senza cadere nella comodità di una sbrigativa negazione.

Esiste dunque un bisogno da parte di tutti di affrontare la tematica relativa alla disabilità fisica e mentale, la stessa convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità (13 dicembre 2006) conferma la necessità di una prospettiva diversa in merito al problema: «Per persone con disabilità si intendono coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con altri» bisognerebbe dunque abbattere queste barriere, ed è  soltanto attraverso la cooperazione tra cittadini e istituzioni sensibili è possibile lottare contro di esse e contro il pregiudizi che da esse derivano.

A confermarlo sono le parole di due dei tanti genitori presenti all’iniziativa, la signora Bottigliero Maria madre di Francesco e Antonio Mignano padre di Martina. entrambe le testimonianze mettono in risalto una necessaria formazione ed educazione della società e non solo dei portatori di handicap, la signora Bottigliero dice: «basta osservare gli sguardi delle persone quando vedono passare mio figlio per capire quanto chiusa e miope sia il punto di vista delle maggioranze sociali», il signor Mignano evidenzia la necessità di un approccio diverso nell’attività di educazione e formazione: «in una società evoluta, non si può pretendere che siano solo le minoranze a formarsi ed avvicinarsi alle abitudini e necessità della maggioranza sociale. C’è bisogno di una formazione inversa, che permetta scambi relazionali più naturali. Il mondo è di tutti e tutti hanno diritto di vivere la loro vita senza essere considerati un peso, io come padre ho il diritto e il dovere di vedere mia figlia felice e di offrirle il meglio»

Iniziative importanti, come questa del 9 dicembre presso il piazzale Plinio di San Sebastiano al Vesuvio, sono il frutto di un lungo e attento lavoro  portato avanti da più di due anni ad opera del sindaco Salvatore Sannino insieme agli assessori all’ambiente e vice sindaco Giuseppe Panico, all’assessore alle politiche culturali con delega alla pubblica istruzione Assia Filosa e il consigliere Cosimo Tarantino che si occupa di fornire un supporto tecnico alle diverse iniziative e progetti dedicati alle politiche sociali. Il consigliere Tarantino ha più volte espresso il desiderio di un coinvolgimento di tutti i comuni vicini e lontani sperando nella diffusione a macchia d’olio di alberi simbolo della lotta al pregiudizio, una diffusione che secondo l’assessore alle politiche culturale Filosa è possibile solo grazie al lavoro delle istituzioni che devono fare da ponte tra le diverse realtà, mettere in comunicazione enti e soggetti validi per un sistema a rete in grado di concretizzare il desiderio di cambiamento. Per fare in modo che il tutto si concretizzi c’è bisogno di un lavoro quotidiano, un confronto continuo e un forte senso di ospitalità.

Un supporto significativamente importante per l’iniziativa è stato offerta  dal consigliere regionale Alfonso Longobardi, il quale ha considerato necessarie azioni sinergiche  tra i vari enti ed istituzioni affinché si possa sempre garantire un’azione efficace fatta di obiettivi precisi. Il consigliere ha inoltre evidenziato che per sua iniziativa, come vicepresidente della commissione al bilancio, ha fatto istituire un fondo per disabili intitolato “Durante Noi” di 500.000 € annui da devolvere alle famiglie con figli affetti da disabilità. Tale fondo si affianca al quello intitolato “Dopo di Noi” attraverso il quale la regione Campania tutela  le persone affette da disabilità anche dopo la scomparsa dei genitori.

Da non trascurare, inoltre, l’intreccio tra politiche sociali ed ambientali che questa importante iniziativa ha promosso. L’assessore all’ambiente Panico ci ha tenuto a sottolineare la coerenza dell’iniziativa promossa dall’associazione Arabesque con un intervento di tutela ambientale che a partire dal 2016 vede come protagonisti la Regione Campania, il comune di San Sebastiano al Vesuvio e la società regionale SMA per la messa in sicurezza del patrimonio arboreo vesuviano.

L’abete piantato nei giardinetti di Piazzale Plinio è stato in fine addobbato con i desideri dei nostri ragazzi speciali:

Francesco ha racchiuso nella sua sfera natalizia il desiderio di trovare un lavoro

Gaetano ha espresso il desiderio di imparare a cantare

Gaia vorrebbe un amico

Mario vorrebbe diventare un ballerino professionista

Martina desidera più amore

Vincenzo desidera conoscere la squadra del Napoli

desideri semplici, sinceri e lontani dallo sterile materialismo contemporaneo.

 

Catello Mario Pace, per gli amici Mario, nato a Pompei il 29 gennaio del ’90, cinque mesi dopo la caduta
del Muro di Berlino (fatto che sconvolse in modo significativo l’assetto politico, sociale ed economico del
mondo intero).
Mario sin da piccolo gode della semplicità della provincia ma, allo stesso tempo, soffre del poco riciclo di
idee e iniziative che caratterizzano la sua città. Le giornate passate in piazza con i coetanei fanno della
semplicità l’ingrediente fondamentale della sua formazione. Cresciuto a pane bici e Supersantos, Mario
impara sin da subito valori importanti come condivisione, amicizia e rispetto. Valori rafforzati
dall’educazione dei suoi genitori e dalla condivisione di ogni cosa con la sorella, quasi coetanea, con la
quale istaura un naturale legame fraterno che viene rafforzato da una grande amicizia e complicità.
I tempi della scuola sono stati per Mario tempi piacevoli, gioiosi, ma, allo stesso tempo laboriosi. Sin dalle
elementari la parola d’ordine era “impegno”.
Finite le elementari, Mario inizia a frequentare le scuole medie, gli anni ‘90 erano terminati, ed era iniziato
il nuovo millennio, “Volgere di millennio” per usare un’espressione del sociologo M. Castells. il 2000 il
boom di iternet rivoluziona l’intero pianeta e nel suo piccolo anche Mario vive un momento di
cambiamento significativo. Nuove amicizie, nuovi incontri si facevano strada nella vita del ragazzino di
periferia.
Mentre il mondo si faceva sempre più piccolo grazie alla rete internet, la città e i suoi confini sembravano
sempre più striminziti grazie alla nuova bici e al permesso di poter girare per tutte le strade della città ed
andare anche “oltre confine”. Le uscite domenicali furono propedeutiche ai primi amori e le nuove
esperienze convincevano sempre più Mario che crescere era divertente e che una volta diventato grande
tutto sarebbe stato possibile.
Gli anni del liceo non furono semplici, almeno inizialmente. Le nuove materie, latino, algebra, fisica tutto
era molto più complesso. Ma come sempre, le difficoltà e le esperienze negative insegnano molto di più
delle gioie e della spensieratezza, il carattere di Mario si forgiava attraverso i vari insuccessi scolastici e
qualche “due di picche” qua e là. Passato il primo periodo da matricola, il giovane liceale inizia a godere
delle nuove prospettive che gli offrono le superiori, le assemblee d’istituto diventano il suo passatempo
preferito, il suono dell’ultima ora diventa il momento dell’aperitivo con gli amici prima di tornare a casa,
la bici viene ben presto affiancata dal suo “vespino 50” con il quale arricchisce il bagaglio di esperienze e
anche il numero di amiche che vogliono essere riaccompagnate a casa dopo la scuola.
Il Liceo era dunque diventato tutto ciò che desiderava frequentare, e nelle ore di svago sfruttava sempre
più il social MSN per scambiare messaggi con gli amici.
Terminato il liceo, Mario sceglie di intraprendere la carriera universitaria iscrivendosi alla triennale in
Cultura e amministrazione dei beni culturali. I primi anni universitari sono stimolanti, il dinamismo di uno
studente universitario plasma i suoi ritmi di vita e fa maturare in lui una nuova consapevolezza del tempo,
i musei e le mostre gratis, concessi dall’iscrizione ad un corso di studi in beni culturali, fanno il resto.
Accanto alla bellezza dell’arte e dei corsi universitari, frequentati maggiormente da ragazze, si fa spazio il
peso di una crisi economica che caratterizza sempre più il paese paralizzandolo ed influenzando in modo
significativo la percezione del futuro. Mario, come la maggior parte dei giovani laureandi, spesso avverte
la pesantezza di un “clima sociale” alquanto preoccupante, tutto diventa precario e così anche il quotidiano
della sua famiglia viene concretamente sconvolto. Ad ogni modo, grazie al supporto dei suoi genitori, una
volta terminato il percorso di studi triennale, Mario decide di inscriversi al corso di laurea magistrale in
Scienze Storiche. Dopo qualche anno di disorientamento e di difficoltà, il percorso di studi in storia offre a
Mario una nuova prospettiva, una maggiore consapevolezza del mondo e degli avvenimenti passati e
presenti. Insomma, un’apertura mentale che viene sempre più stimolata da nuove esperienze: i corsi di
Dottrine Politiche, di Storia di Genere, le discussioni con gli amici e colleghi ai tavoli del bar con
argomentazioni derivanti dalla lettura della La Scienza nuova di Vico, i seminari su Machiavelli, o ancora
l’analisi degli assetti globali attraverso lo sguardo critico e analitico del famoso sociologo Zygmunt
Bauman e del suo libro Società liquida, offrono allo studente una maggiore consapevolezza del mondo che
lo circonda, la crisi economica si concretizza in fatti e conseguenze, non è più un mostro anonimo e
immateriale. Illuminato da nuove conoscenze, il giovane studente affronta con più coraggio gli esami
universitari e la vita quotidiana. Laureatosi a novembre del 2017, decide di intraprendere l’attività di
giornalismo attraverso il giornale on-line Terre di Campania, convinto dell’importanza della
valorizzazione di ciò che si ha di Bello e Buono per dare spazio ad un futuro migliore.

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