Al Teatro Mercadante va in scena Un tram che si chiama Desiderio, come terzo spettacolo della stagione d’autore dopo LiolàMacbeth. È uno spettacolo importante di Tennessee Williams, che fu portato anche sul grande schermo da Marlon Brando e Vivien Leigh per la regia di Elia Kazan, ma è soprattutto una messa in scena impegnativa, che narra di una lenta e asfissiante, velata violenza.

Con un tram che si chiama Desiderio, Blanche Dubois arriva nella città New Orleans alla ricerca di sua sorella Stella, vestita di bianco come una gentildonna. Blanche si ritrova in un sobborgo, in cui anche il modo in cui la gente parla la fa sentire a disagio, perché lei ostenta una bellezza sincera, e si vede. Blanche è vanitosa, ma appare semplice, acqua e sapone, nel truccarsi e nel vestire. Tutto questo crollerà, rendendola nuda agli occhi di tutti gli spettatori, finta, quasi di plastica.

Un tram che si chiama Desiderio
Un momento chiave tra Stanley e Blanche in Un tram che si chiama Desiderio

Il sesso e la violenza sono tra i temi agitati dalla forte messa in scena. Blanche è una donna, alcolizzata, ninfomane sino alla demenza, una persona su cui viene inflitta una violenza sia fisica che psicologica costante da ciò che le succede intorno. È una persona piegata da questo.

La storia si svolge in una costante penombra, per una scelta registica molto apprezzabile del giovane regista cileno Cristián Plana, a cui è stata affidata la direzione della messa in scena. Una regia che si propone di mettere in scena il testo originale del drammaturgo statunitense mescolando il violento realismo dell’opera con lo sguardo paranoico della sua protagonista, Blanche Dubois, cercando di svelare la profondità delle diverse situazioni attraverso la sua particolare visione della realtà, la sua fascinazione per il mondo letterario, il suo senso macabro di erotismo e il suo incombente delirio persecutorio.

Una persecuzione, sì, ma così sottile che non può essere compresa fino in fondo. Le interpretazioni dei protagonisti, tra cui Massimiliano Gallo a interpretare Kowalski e Mascia Musy nei panni di Blanche, sono funzionali al catapultare lo spettatore in un contesto decisamente lontano dal nostro, in una casa nella quale ci si prepara a vedere nascere una vita per vederne scomparire un’altra. A volte, tuttavia – e qui si entra nel campo della mia opinione, che è e rimane personale – sono troppo artificiose.

Un tram che si chiama Desiderio
Stanley e Blanche in Un tram che si chiama Desiderio

Un tram che si chiama Desiderio è difficile da descrivere, e per farlo servirebbe parlare molto di più degli sviluppi della storia, ma svelare i finali è ingiusto e per questo vale solo la pena di dire che la storia di Blanche e della famiglia di sua sorella Stella (vicinato compreso) è una storia di sentimenti – forse sentimentalismi – fra realtà e sogno, oltre a essere una storia di violenza e sesso, e di lentezza.

Nulla di ciò che succede stravolge nell’immediato. Tutto è un lento logorio. E forse questa è la potenza del testo di Williams, fra le tante cose che lo rendono un capolavoro. Questa messa in scena, con un’idea registica molto valida, un cast di attori funzionale e tanto duro lavoro alle spalle, valorizza il capolavoro di Williams, e offre al pubblico napoletano che – come me – non conosceva l’opera l’ottima occasione di recuperarla e capirla.

Alla fine, magari, com’è successo a me, ne uscirete sconvolti, ma lentamente, e sarà questo non esservi accorti della tragedia in atto a sconvolgervi ancora di più, e a portarvi a pensare di essere in qualche modo partecipi o complici di quanto visto.

Si tratta, pur sempre, di un’incursione nella casa di qualcun altro. E da bravo pubblico spione, come sempre, tocca a noi pagare le conseguenze di ciò che abbiamo voluto spiare, nel bene e nel male.

Un tram che si chiama Desiderio
Il compleanno di Blanche, con Stella e Stanley, in Un tram che si chiama Desiderio

UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO
di Tennessee Williams

8 dicembre 2016, ore 17.00
9 dicembre 2016, ore 21.00
10 dicembre 2016, ore 19.00
11 dicembre 2016, ore 18.00

Acquisto dei biglietti in sede al Mercadante o online a questo indirizzo

traduzione Masolino d’Amico
regia Cristián Plana
con Mascia Musy, Massimiliano Gallo,
Giovanna Di Rauso, Antonello Cossia,
Mario Autore, Antonio De Rosa, Antonella Romano

scene e costumi Angela Gaviraghi
disegno luci Cesare Accetta

interprete di scena Patricia Pribanic
assistente alle scene Marco Di Napoli
assistente ai costumi Alessandra Gaudioso
direttore di scena Antonio Gatto
capo elettricista Peppe Cino
capo macchinista Enzo Palmieri
fonico Stefano Cammarota
collaborazione organizzativa Aldo Miguel Grompone d.i.
foto di scena Marco Ghidelli

produzione Teatro Stabile di Napoli, Fundación Teatro a Mil – Cile

Quanto riportato in corsivo rappresenta una citazione a brochure e/o comunicati del Mercadante, o interviste ad attori e regista.

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