Al Vertical Movie Festival vince il cortometraggio Piano B, firmato da un team tutto napoletano: Vincenzo Comunale, Vincenzo Noletto e Salvatore Gentile

L’ironia, la leggerezza, l’originalità sono le armi pacifiche e vincenti con cui è possibile sconfiggere barriere invisibili e fortissime, superare ostacoli mentali e reali e lasciarsi sorprendere dall’imprevedibilità della vita. Lo sa bene Vincenzo Comunale, che con il cortometraggio Piano B si è aggiudicato il primo premio della sezione web nell’ambito del Vertical movie festival, il tenutosi a Roma dal 20 al 23 settembre. Il premio è stato consegnato durante la serata conclusiva da Federico Moccia, dopo la proiezione del corto in Piazza del Popolo, su un maxi schermo verticale. Peculiarità del contest è stata infatti la dimensione verticale, un formato innovativo e non usuale per la categoria dei cortometraggi, un nuovo modo di raccontare storie brevi e stimolare giovani talenti ad avvicinarsi al mondo cinematografico. Una sfida superata in maniera brillante da Vincenzo Comunale, comico del programma televisivo Zelig, alle prese con la sua seconda esperienza da regista.

Ma Piano B è anche, soprattutto frutto di un meraviglioso lavoro di squadra e delle sinergie tra giovani talenti che hanno contribuito, ciascuno in maniera diversa, a creare un’opera che si presenta agli spettatori come estremamente fruibile, che scorre fluida come una conversazione con un vecchio amico, ma ad uno sguardo più attento, sotto la straordinaria impressione di sincerità e spontaneità che trasmette, rivela una fitta trama di  dettagli, rimandi interni, significati metaforici e una straordinaria cura dei particolari, dalle inquadrature fino alla realizzazione dei titoli di coda. Direttore della fotografia è stato Vincenzo Noletto, fondatore di Humans of Naples   e reduce dal premio Igers Italia per la categoria ritratto,  con il quale il regista collabora anche per Zeligtv. Motion graphic, color correction e titoli di coda sono invece stati affidati a Salvatore Gentile, che si è occupato anche del montaggio insieme a Comunale e Noletto.

La storia, quasi completamente ambientata in un ascensore, racconta di un incontro casuale, uno di quegli incontri inaspettati e brevi che talvolta possono cambiare il corso di un’intera esistenza. Due vicini di casa, interpretati dall’attrice Claudia Liucci e dallo stesso regista Vincenzo Comunale, restano bloccati in ascensore e, grazie a questo imprevisto, iniziano pian piano a dialogare e a conoscersi, rendendosi conto di quanto siano sempre stati distanti pur abitando l’uno accanto all’altra, di essersi sempre sfiorati, incrociati per qualche istante, senza mai incontrarsi davvero. L’ascensore intanto continua a salire e scendere ripetutamente (grazie all’abile lavoro di motion graphic di Gentile). Un loop che ricorda la piega che a volte assume la vita, quando se ne perde il controllo, ci si lascia trasportare dalla corrente e si finisce per sentirsi ingabbiati, proprio come il protagonista, stretto in una morsa tra i suoi sogni e la realtà prosaica di un lavoro che non ama e che non lo soddisfa. Il verticale diventa così un vero e proprio tema, oltre che una modalità di ripresa. L’incontro con Claudia, in partenza per New York, segnerà forse un cambiamento nella sua vita, all’insegna di quella filosofia del “Se va, va. Se non va, non va”, descritta nel monologo iniziale. Il corto, infatti, ha una struttura circolare: si apre e si conclude con un intervento del regista, girato in bianco e nero, che serve a creare un filo diretto con gli spettatori. Il finale, con i due protagonisti che si allontanano sullo sfondo, lascia intuire una possibile svolta nelle loro vite e sembra spingere gli spettatori a guardarsi dentro, per chiedersi quanto siano disposti a mettersi in gioco per liberarsi dai labirinti auto-costruiti e dagli ascensori metaforici in cui a volte si resta bloccati. La canzone che sigilla questo finale aperto è un brano degli Allerija, chiamato C’è tempo, che sembra in perfetta sintonia con il fil rouge che attraversa il corto, con il suo messaggio principale: non è mai troppo tardi per cambiare, per ricominciare, per costruire una propria strada, un po’ più distante dai “si dovrebbe” e più vicino ai “vorrei.” L’altra canzone che costituisce la colonna sonora del corto è “Sarrà”, della band partenopea Asse mediano. Il montaggio musicale è opera di Martina Monaco, che è anche autrice dei sottotitoli in inglese. Hanno inoltre contribuito: Giuseppe Comunale, nel ruolo di assistente operatore, il fonico Nico Caprio e Francesco D’Agostino e Francesco Morrone in qualità di location manager.

 

Nata nel ’97 a Bologna, mi sono trasferita da bambina in un paesino dei Monti Lattari. Grazie alle persone che ho incontrato, ho iniziato ad amare questa terra meravigliosa, troppo spesso vista attraverso la lente del pregiudizio. Sono appassionata di letteratura, fotografia e arte, in tutte le sue manifestazioni. La lettura del libro “In viaggio con Erodoto”, di Ryzdard Kapuscinsky, mi ha insegnato il valore e la bellezza della diversità. Studio arabo e inglese presso la facoltà di mediazione linguistica e culturale.

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