La forza dei cocci di maioliche diventa arte

A muovere l’arte della napoletana Vincenza Donzelli c’è un’esigenza: il romantico bisogno di riportare alla luce “frammenti di storie”.

Dopo tre anni di silenzio artistico, che l’hanno vista impegnata nelle attività promosse dalla sua neonata associazione culturale Interno A 14, qualcosa è d’un tratto tornato a stuzzicare la sua sensibilità creativa.

A metà dicembre, infatti, aprirà al pubblico un nuovo percorso della Galleria borbonica, e sarà possibile accedervi proprio dalla sede dell’associazione di cui Enza è ideatrice e presidente, situata a Palazzo Serra di Cassano.

I lavori di restauro, che hanno permesso la realizzazione di questo nuovo e interessantissimo percorso, vanno avanti da tempo. E proprio in questo clima, che Enza ha vissuto in prima persona, nasce la sua idea.

“Nel corso dei lavori, ci racconta, che sono stati portati avanti da alcuni volontari durante lunghe domeniche mattine, abbiamo ritrovato numerose mattonelle, maioliche ottocentesche”.

Di tali mattonelle, ben poche sono state ritrovate intere; della maggior parte di esse, infatti, non restano che cocci. Eppure, nella loro apparente inutilità, recano in sé una dignità artistica profonda. Ed è proprio questo che Enza ha capito, e che vuole raccontare.

“Ho deciso, afferma, di raccogliere questi frammenti e di farne arte. Non avevo mai usato materiali diversi dagli acrilici su tela, da quando, undici anni fa, ho iniziato a studiare per intraprendere il mio percorso artistico”.

La scelta, dunque, di accostare materiali tanto diversi, come la tela e la maiolica, è qualcosa di nuovo per lei. A spingerla a compiere questa operazione, è il fatto che, attraverso la tela, “io riesca a dare risalto ai frammenti di maiolica, che sono per me i veri protagonisti dei quadri”.

Quando le chiediamo cosa vuol dire per lei utilizzare qualcosa che, se non fosse trasformato nell’arte dei suoi quadri, sarebbe dimenticato e abbandonato, sorride e risponde:

“Sono una persona romantica. Ho deciso di utilizzare questi frammenti perché per me ogni frammento è una storia. Ad esempio, ho scelto di rappresentare molti paesaggi lunari: ho voluto immaginare quante storie d’amore sono nate proprio al chiaro di luna, e proprio su queste mattonelle. Quante persone ci sono passate, nel tempo, nei secoli”.

Sfiorando quasi affettuosamente i suoi quadri, conclude: “la forza di sopravvivenza che hanno dimostrato queste mattonelle dopo essere state dimenticate, abbandonate, dopo aver superato terremoti e la prova del tempo, è una forza che ognuno dovrebbe trovare dentro di sé, perché è questo il messaggio che vorrei lasciare: anche da un coccio può nascere un’opera d’arte“.

Appassionata di letteratura, arte e folklore, studia Lettere Moderne all’Università Federico II di Napoli. Innamorata senza speranza della sua terra, prende parte ad ogni progetto che possa valorizzarla.

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