Fare, non solo dire, in terra di Campania

Carnevale, togliere la carne, nome di una festività che rimarca col proprio eccesso, la distanza dal periodo di digiuno e penitenza che le farà seguito e che precederà la Pasqua. Un’occasione per divertirsi e soprattutto per concedersi ai piacere della tavola, non ultimo a quello dei dolci, che proprio nel periodo carnevalesco abbondano in ogni casa. E tra i dolci più amati sicuramente figurano le “chiacchiere”, piccole delizie composte da un impasto a base di farina e uova che viene modellato a forma di striscia sottile dai bordi seghettati e quindi fritto in olio bollente o cotto al forno.

Diverse le teorie sul nome, che immancabilmente viene associato al cicaleccio tipico di chi parla troppo o all’espressione “fai solo chiacchiere” detto di chi parla senza concludere concretamente quanto detto a voce. Ecco allora che un semplice, ma squisito, dolce di carnevale diventa spunto di riflessione per noi di Terre di Campania. Pur riconoscendo il grandissimo valore posseduto dalla parola, veicolo primario di trasmissione di informazioni ed emozioni, crediamo che le parole, quando riguardano promesse, proclami o che comunque presuppongano la realizzazione in potenza di un’azione, debbano essere sempre seguite dai fatti. Terre di Campania ha da sempre cercato di seguire questa scuola di pensiero, raggiungendo, a volte, il limite del paradosso.

Prendiamo ad esempio la creazione del Museo dei Castelli di Casalbore, progetto mai annunciato o proclamato in anticipo, ma prima realizzato, finito, reso funzionale e funzionante, e poi presentato ovunque: a persone, enti e istituzioni. Abbiamo così scoperto che porre il proprio interlocutore difronte ad un fatto compiuto, dicendo “è stato fatto ciò” e non “sarà fatto questo”, apre a straordinarie possibilità e ad inaspettati risultati, come il patrocinio ricevuto dalla Università Federico II. E ciò dimostra come il potere dei fatti superi quello delle parole. Una realtà che, oltre a noi di Terre di Campania, dovrebbe essere tenuta ben presente da chiunque, soprattutto da chi opera per conto e favore della comunità, enti, istituzioni e financo associazioni, tutti troppo spesso fautori di grandi proclami ma di ben poche azioni concrete. E visto che il nostro territorio ha si bisogno di belle parole, ma ancora di più di belle azioni forse il caso di mangiar e di farci mangiar chiacchiere solo a Carnevale.

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