Del perché ‘A Livella di Totò è uno dei più grandi manifesti umanitari del mondo, ed è campano.

Pensiamoci per un attimo, senza voler analizzare nel profondo l’opera letteraria, ‘A livella di Totò, la poesia per antonomasia che sentiamo il giorno del 2 novembre, è di una bellezza disarmante.

Oltre ad essere bella e preziosa, è anche emozionante e incisiva. Emozionante, perché il suo climax è sorprendente, ora stupisce, ora diverte, ora tiene sulle spine, ora crea compassione, ammirazione, pietà, empatia. Incisiva, perché trasmette un messaggio, forte, chiaro, importante.

Il messaggio è conosciuto, lo si associa immediatamente alla poesia: non esiste ricchezza e povertà, non esistono differenze innanzi alla morte, siamo tutti uguali.

Prima lo capiamo e meglio è. Totò, il principe Antonio De Curtis, ce lo insegna bene, ce lo mette per iscritto, lo narra, lo recita in napoletano, la lingua di cui tanto ci vantiamo.

Leggi ‘A Livella di Totò qui.

Questo messaggio, così semplice e incisivo, se guardato nel profondo, si rivela come uno dei più grandi manifesti d’umanità al mondo.

Perché?

In primis, per la sua estrema semplicità di significato e per la grande potenza del mezzo attraverso la quale viene veicolato. La poesia, che può esser recitata, scritta, divulgata, letta, osservata, e ancora riscritta, diffusa sul web, in rete, diventando virale, creando così un infinità di possibili contatti a cui legarsi.

Inoltre perché il messaggio chiave “‘A morte è ‘na livella”, non è altro che il sunto e la rielaborazione di un’infinità di messaggi d’empatia articolati in modo diverso nei secoli.

È rispetto, lo stesso rispetto delle idee e delle persone che Voltaire esclamava

Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa dirlo

È voglia di vivere la propria esistenza per quel che è, senza dar peso al guadagno o alle differenze, ma solo alla felicità della vita stessa, come diceva Chaplin.

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca priva di applausi.

È comprensione ed empatia, come diceva Picasso.

Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, cogli l’occasione per comprendere.

È pace e semplicità che supera la lotta di classe. In riferimento a Gandhi.

Il giorno in cui il potere dell’amore supererà l’amore per il potere il mondo potrà scoprire la pace.

Frasi lontane dall’opera di Totò? Messaggi che non rientrano in quella semplice Livella? In fondo, proprio la semplicità – quasi la banalità – di un messaggio ne decide la valenza. In fondo, proprio nelle parole più comuni e disinteressate, stanno i messaggi più nascosti e importanti. E basta essere un po’ sensibili per accorgersi di quanto una sola frase, di una grande poesia, racchiuda al suo interno il messaggio articolato di molti.

Questa è la grandezza de ‘A Livella di Totò

Sergio Mario Ottaiano, classe '93, Dottore in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia Federico II di Napoli. Musicista, giornalista, scrittore, Social Media Manager, Digital PR e Copywriter. Presidente del giornale Terre di Campania. Collabora per Music Coast To Coast, Fumettologica, BeQuietNight e MusicRaiser. Ha pubblicato svariati racconti e poesie in diverse antologie; pubblica con Genesi Editrice il romanzo dal titolo "Un'Ucronìa" Il 1/4/2014; pubblica con Rudis Edizione il saggio dal titolo "Che lingua parla il comics?" il 23/1/17.

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