Si discute della mancanza di coordinazione e corretta pubblicizzazione di certi eventi, utili a valorizzare il territorio, che meriterebbero più attenzione

Chi scrive si occupa di valorizzazione e promozione dei territori campani ormai da un po’ di tempo e di progetti, iniziative, eventi, più o meno realizzati bene, più o meno meritevoli, più o meno riusciti, ne ha visti e vissuti.

Tanti degli eventi a cui ho partecipato avevano la loro location in aree interne (ma il medesimo discorso vale anche per iniziative svoltesi in luoghi quali la costiera o le aree metropolitane), a volte conosciute a volte poco note, e di certo, una delle principali barriere da superare, per la loro riuscita, era rappresentata dall’indurre il potenziale pubblico a raggiungere questa o quella meta. Cosa spesso non facile per vari fattori: la distanza, la scarsa conoscenza dei luoghi, le poche informazioni disponibili. Oppure, a causa del fatto che gli eventi in questione erano pensati, organizzati e realizzati solo per il pubblico locale. Si tratta spesso di manifestazioni uniche nel loro genere, caratterizzate da aspetti di fede, storia, cultura folklore, che davvero meriterebbero di essere conosciuti da un pubblico più ampio possibile. Eventi che potrebbero alimentare interessanti flussi turistici e rappresentare un volano di sviluppo per l’economia dei territori, ma che non riescono a raggiungere tale obiettivo, per mancanza di volontà, abitudini consolidate, inesperienza, e quindi sono impossibilitati ad uscire dall’ambito locale.

Per colmare questa deficienza, la Regione Campania intelligentemente ha creato e messo a disposizione degli enti locali (comuni soprattutto), una serie di strumenti di promozione, sotto forma di bandi pubblici. A volte chiamati PAC, a volte POC o in altri modi ancora, tali bandi consentono ai comuni che vi partecipano di accedere a fondi utili non solo a contribuire alla realizzazione materiale degli eventi organizzati sui loro territori, ma anche e soprattutto alla realizzazione di piani di comunicazione atti e promuoverli presso i possibili target di riferimento.

Ottima iniziativa, dall’enorme potenziale.

Peccato che spesso i comuni beneficiari scelgano, in fase progettuale ed esecutiva, di non destinare sufficienti risorse per le attività di comunicazione e di limitarle, il più delle volte, ad azioni che si concretizzano sempre nell’ambito locale. Mi chiedo: a cosa serve promuovere un evento che si terrà in un comune della provincia di Avellino solo sui giornali locali o con affissioni territorialmente circoscritte e non tentare di implementare azioni di comunicazione che vadano ad incrociare il pubblico nelle grandi aree urbane?

Perché la “pubblicità”, questo grande mito misconosciuto, non si fa dove ce n’è realmente bisogno: lontano dai territori da comunicare. Che i comuni dell’entroterra si accontentino solo di far sapere di un’iniziativa da organizzare solo ai paesi confinanti? Possibile che gli eventi locali si riducano sempre e solo a rappresentanti di una delle tre effe borboniche? Domande che per ora hanno risposta solo nell’evidenza dei fatti, i quali regalano un quadro poco confortante.

Non temete, tuttavia, POC a POC si potrà migliorare.

Giovane dall'età indefinita, da oltre 10 anni nel mondo della comunicazione. Una Laurea, un Master, giornalista, scrittore, esperto di eno-gastronomia e della Campania, allenatore di Karate. E' il creatore e direttore del Museo dei Castelli di Casalbore (AV), attività che gli ha valso il soprannome di "Signore dei Castelli". Vincitore di vari premi nel mondo della pubblicità e della cultura. Testa proiettata nel futuro e piedi saldamente ancorati alla propria terra, il suo motto è "Si può fare!".

Commenta