È meglio far partire la cultura e la letteratura dal basso.

Tiene banco in questi giorni, nel mondo dell’informazione e della cultura, la notizia del trasferimento della fiera del libro di Torino a Milano, ovvero l’imposizione alla città meneghina una fiera del libro che rischierebbe di essere un duplicato dello storico evento torinese. Non a casa parlo di imposizione perché, pur riconoscendo la possibile valenza culturale dell’iniziativa, essa risulterebbe essere, all’ombra della Madonnina, nella città dell’editoria, un cappello calato dall’alto da parte di quel mondo editoriale che ha deciso di dichiarare guerra alla trentesima edizione della fiera di Torino. Il tutto motivato dalla necessità di un più forte protagonismo degli editori, come se già non la facessero da padroni, in mondo in cui la figura dell’autore diviene sempre più marginale rispetto alle logiche di mercato.

Ora vi chiederete: ma cosa c’entra un’analisi su eventi “nordici”, seppur culturali, all’interno di un editoriale di una testata dichiaratamente campana?

In questa lotta tra potenti, editori vs autori, la nostra regione potrebbe esercitare ancora una volta un ruolo di guida alternativa nel panorama culturale italiano. In uno scontro che vede contrapporsi figure comunque egemoni nell’ambito del mercato culturale si è tralasciato di dare la giusta importanza a chi, in fin dei conti, determina il successo o meno di un’opera: il pubblico di lettori. La Campania, dove da sempre il rapporto tra le persone è al centro di qualsiasi aspetto della vita, potrebbe utilizzare la propria tradizione per far emergere dal basso gli impulsi e le tendenze provenienti dal pubblico, incanalandole in eventi, manifestazioni, iniziative dove siano le persone, con le loro preferenze e gusti, i veri protagonisti. Qualche esempio in tal senso già esiste, come la Fiera “Ricomincio dai Libri”, che dal 23 al 25 settembre si terrà a San Giorgio a Cremano, creata da un gruppo di giovani appassionati di parole e scrittura riuniti in associazioni all’interno delle quali hanno saputo riversare in maniera costruttiva la propria voglia di fare.

Un piccolo esempio di come un altro modo di fare cultura, lontano dalle grandi città e dai grandi editori, è possibile.

Giovane dall'età indefinita, da oltre 10 anni nel mondo della comunicazione. Una Laurea, un Master, giornalista, scrittore, esperto di eno-gastronomia e della Campania, allenatore di Karate. E' il creatore e direttore del Museo dei Castelli di Casalbore (AV), attività che gli ha valso il soprannome di "Signore dei Castelli". Vincitore di vari premi nel mondo della pubblicità e della cultura. Testa proiettata nel futuro e piedi saldamente ancorati alla propria terra, il suo motto è "Si può fare!".

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