Parte il 26 ottobre dall’Università di Salerno il tour italiano del regista Amer Shomali, ospite della rassegna “Femminile palestinese” con il suo ultimo film, “The Wanted 18”.

A Salerno, una prima assoluta per l’Italia: la rassegna Femminile palestinese, curata da Maria Rosaria Greco e promossa dal Centro di Produzione Teatrale Casa del Contemporaneo, porta nel nostro paese il giovane regista e visual artist palestinese Amer Shomali, in tour con il suo ultimo film, “The Wanted 18” (Palestina/Canada/Francia, 2014). Quattro le proiezioni in programma: si inizia giovedì 26 ottobre, alle ore 12.30, presso l’Aula 3 SSC del Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’Università degli Studi di Salerno. A seguire, dibattito con il regista a cui parteciperanno Giso Amendola, docente di sociologia del diritto dell’Università di Salerno, e Chiara Cruciati, giornalista de Il Manifesto e Nena News.

Il film, di cui Shomali è coautore insieme al canadese Paul Cowan, racconta una storia “al femminile” realmente accaduta: protagoniste del documentario, candidato agli Oscar 2016 nella categoria delle pellicole in lingua straniera, sono infatti 18 mucche parlanti – Ruth, l’orgogliosa; Rivka, la pacifista; Lola, la regina del dramma; Goldie, l’attivista politica – ricercate dall’esercito israeliano perché dichiarate “pericolose per la sicurezza di Israele”. Siamo a Beit Sahour, villaggio alle porte di Betlemme; sullo sfondo, la Prima Intifada. È qui che, alla fine degli anni Ottanta, il popolo palestinese disegna una delle pagine più significative della propria storia, sperimentando una pratica non violenta di contrasto all’occupazione israeliana: il boicottaggio economico. Le mucche diventano così il simbolo di un’intera comunità sotto occupazione, che si sforza di costruire dal basso la propria indipendenza. Perché, come conclude lo stesso Shomali, narratore nel film, “è necessario ostinarsi a credere nell’utopia”.

The Wanted 18” è una produzione unica che combina animazione stop-motion, interviste, disegni originali e immagini d’archivio per rivisitare in chiave ironica uno scorcio della Prima Intifada. Umorismo e leggerezza le chiavi utilizzate da Shomali per lenire il dolore di anni difficili, fatti di privazioni, arresti e uccisioni nel contesto di una repressione militare asfissiante e paranoica, che finisce per avere nel mirino una mandria di mucche.

 

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