Presentano Lanificio 25 & Intolab Sabato 2 aprile 2016 – Opening h 21.00 Ingresso 5 € con tessera gratuita

Dal 2014 ad ora ha fatto man bassa di premi, tra cui il Bertoli, De André e Buscaglione, ed il suo è uno dei live più attesi alle finali di Musicultura 2016, oltre a quello di Pepp Oh, il rapper napoletano che, invece, sarà ospite del Lanificio 25 il prossimo 14 maggio: un duo, quello dei Blindur – Massimo De Vita, cantautore, e Michelangelo Bencivenga, polistrumentista –, che in pochi anni ha guadagnato un considerevole terreno nel panorama indipendente nostrano, collezionando più di 100 concerti in Italia e all’estero, e condividendo il palco con artisti come Tre allegri ragazzi morti, Dimartino, Cristiano Godano, Dente ed Iosonouncane. Atmosfere folk e post-rock, dunque, attendono il pubblico di Porta Capuana, sabato 2 aprile: un live che, nonostante la formazione in duo, sarà come suonato da una band al completo, considerata la poliedrica preparazione strumentale dei componenti. Ad aprire il concerto, presentato dall’associazione Intolab, ancora musica cantautorale con Malmö e POPPO (PiccolaOrkestraPerprestazioniOccasionali); alla consolle, invece, l’eclettico musicista Gaetano Savio.

Biografie

 

Blindur è un duo nato nella primavera del 2014 da Massimo De Vita, cantautore, polistrumentista e produttore; e Michelangelo Bencivenga, polistrumentista.
Il duo napoletano dal maggio 2014 ad ora ha collezionato più di 100 concerti in Italia, Belgio, Islanda, Francia e Irlanda, prendendo parte ad importanti festival internazionali come ad esempio il Body and Soul a Westmeath; prodotto un ep dal vivo “casa lavica live session”; ha vinto il premio donida 2014, il premio muovi la musica 2014, il premio nuova musica italiana 2015, il premio Pierangelo Bertoli 2015, il premio De André 2015, il premio Buscaglione 2016 e il premio tempesta dischi sempre per “sotto il cielo di Fred”. Ha aperto i concerti di numerosi artisti del panorama indipendente italiano come tre allegri ragazzi morti, Dellera, Dimartino, Giorgio Canali e rossofuoco, Cristiano Godano (Marlene Kuntz), il Disordine delle cose, Dente, Iosonouncane.
Blindur ha collaborato in ambito internazionale con artisti irlandesi come Johnny Rayge e con il poeta e
cantautore canadese Barzin; in studio ha lavorato con Birgir Birgisson, storico fonico e produttore di Sigur Ros e non solo.
Il sound del duo si ispira alle atmosfere del folk e del post rock, con un piede a Dublino e l’altro a Reykjavík; già dal nome si intuisce l’amore per il nord Europa, infatti Blindur è una parola islandese legata alla cecità di Massimo De Vita, voce del duo.
Per quanto riguarda i testi invece, il riferimento è sicuramente la tradizione e la poetica del cantautorato
italiano, quello più moderno e alternativo in particolare.
Nonostante siano solo 2 i musicisti in scena, il suono è ricco e articolato e l’ampio set up (chitarre acustiche ed elettriche; banjo; glockenspiel; effettistica ed elettronica minimale; cassa, rullante e tamburello, il tutto rigorosamente a pedale) contribuisce a dare la sensazione di stare ascoltando una band al completo.

 

 

“Le idee più geniali, genuine, potenti, determinate ed emozionanti, nascono sempre fuori ad

bar di provincia. Ed è proprio fuori quel bar, con un bicchiere in mano, che ci siamo incontrati,

ci siamo sviscerati e abbiamo sognato insieme ad occhi aperti.

Era proprio in quel momento, quello in cui sei pienamente cosciente della tua volontà, che

ci siamo incontrati, dallo stesso lato della strada, con lo stesso passo e la stessa luce negli occhi.

Tutto il resto è venuto da sè, naturale, leggero, ineluttabile.

Questo è Malmö, il sogno di viaggi lontani, di posti affascinanti da vedere e da sentire,

trascinandosi dietro le nostre forti radici.”

“La PiccolaOrkestraPerPrestazioniOccasionali è un progetto da appartamento, è tutto ciò che non mi serve eppure mi sopravvive… è canzone per come mi viene non per come dicono dovrebbe essere…PiccolaOrkestraPerprestazioniOccasionali sta in uno sbadiglio, nei panni buttati sul letto, una chitarra appoggiata al muro e la voglia di raccontare storie, come quando non volevo alzarmi dal letto per andare a scuola, è il viaggio da fare, gli spaghetti a mezzanotte, un’alba, una birra, un caffè…”

Commenta