Chagall. Sogno d’amore“, a Napoli la mostra dedicata al pittore russo. Oltre 150 opere divise in 4 sezioni, dal 15 febbraio al 30 giugno  nella basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta.

Nelle nostre vite c’è un solo colore che dona senso all’arte e alla vita stessa. Il colore dell’amore. (Marc Chagall)

Un’esperienza all’insegna di dipinti, disegni, incisioni e acquerelli: 150 le opere che saranno protagoniste della mostra “Chagall. Sogno d’amore“, consacrata al celebre pittore russo artefice, nei suoi capolavori, della fusione tra realtà e sogno, ricordo, stupore e utopia. Pennellate e tocchi rei di catturare istanti, luci e colori. L’itinerario espositivo andrà in scena nella Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta di Napoli dal 15 febbraio al 30 giugno. La mostra ripartita in 4 sezioni e a cura di Dolores  Duràn Ucar, è prodotta e organizzata da Arthemisia. Nei suoi dipinti, uno stile originale, un mondo raffinato popolato di personaggi fiabeschi o reali come l’amata moglie, Bella Rosenfeld, musa ispiratrice dell’artista in tele come “La passeggiata” e “Compleanno“.

Nel percorso si farà la conoscenza di opere nelle quali convivono reminiscenze infantili, fiabe, poesia, religione e guerra. Un universo contraddistinto da colori vivaci, ricco di intense nuance che fondono paesaggi gremiti dai personaggi che affollano la fantasia di Chagall.

Marc Chagall (1887-1985), artista del XX secolo naturalizzato francese, d’origine ebraica chassidica, è stato pittore, sculture, disegnatore, incisore, ma anche poeta e scrittore. Ha realizzato mosaici, arazzi e scenografie. Ha conservato l’ottimismo e la gioia di vivere sino alla fine della sua lunga vita, non è stato quindi un artista “tormentato”, come molti altri artisti contemporanei. La chiave di lettura nelle opere di Chagall va cercata in quel lembo della Bielorussia, Lëzna, suo luogo natale, dove interi villaggi di ebrei vivevano in miseria, perseguitati, isolati. Come reazione si creavano leggende, miti, preghiere e canti. La miseria di ogni giorno si trasformava in canto, in fiaba, come le leggende dei Chassidim. 

Sopra Vitebsk (1914) Olio su tela, 73×93 cm. Art Gallery of Ontario di Toronto.

Una tela in cui si scorge una delle figure frequenti nell’arte di Chagall: l’ebreo errante, raffigurato con il bastone e il sacco in cui ha raccattato ciò che possiede. L’uomo è in fuga da Vitebsk, paese natale dell’artista. L’utilizzo di un linguaggio onirico e favoloso narra un dramma reale: la persecuzione degli ebrei nella Russia dello zar, condizione che ha influito sull’adolescenza dell’artista bielorusso.

Gli amanti blu (1914) Tempera su carta incollata su cartone. Collezione Privata.

Marc conosce Bella  nel 1909 e tra i due è subito amore. Lui, in seguito, la delineerà come una giovane dalla pelle di avorio e dai grandi occhi neri. Bella prende casa nel cuore di Marc e nei suoi dipinti, immortalata in questa tela nell’attimo di un bacio. Durante i felici anni del loro fidanzamento, Chagall dà vita al ciclo di dipinti offerti all’amore come rivelazione poetica. Ne “Gli amanti in blu” Marc e Bella sono vis a vis, eternati in un istante in cui i due si fanno archetipi, in cui passione e sogno si fondono. Bella trascinando a sé il suo amato, gli stampa un bacio dolce e sicuro sul lato delle labbra, tenendo il volto di Marc a sé con le dita piantate nelle sue guance. Chiudendo gli occhi, il candore dei loro corpi può brillare di un riflesso lunare, inabissati in un blu vibrante di pigmenti puri, da cui traspira la vitalità energica dell’intimità: la notte abbraccia gli amanti.

Il compleanno (1915) Olio su tela, 81×100 cm.  Museum of Modern Art di New York.

L’amore è anche fatto di quotidianità, di piccole celebrazioni da festeggiare. In quest’opera assistiamo ad un iconico filmato di felicità casalinga, i due giovani si levano nell’aria. Lui si attorciglia nel tentativo di baciarla, lei tiene in mano i fiori profumati. Forse una sorpresa, ad un amoroso dono. La torta è in attesa del taglio mentre, tutt’intorno, trame di tessuti, tendine e piccoli oggetti paiono come silenziosi testimoni di tale amore.

La guerra (1943) Olio su tela, 100 x 76 cm. Centre Pompidou, Parigi.

Chagall dipinge questa tela nel corso della seconda guerra mondiale. Il blu della notte di Vitebsk, cittadina natale del pittore, viene inaspettatamente rischiarato dai gialli bagliori delle fiamme che si alzano dalle case. La città in scompiglio cade in disgrazia mentre i suoi palazzi crollano, la strada sanguina e un uomo vi giace esanime. Gli animali ammattiscono e ribaltano i carri. La fuga disperata è l’unica soluzione. Gli accenti del dipinto sono ardenti e violenti, il rosso sembra ampliarsi ed estendersi fino ad ingerire la tela, scuotendo l’animale in primo piano ,di solito mansueti. In questo dipinto fotografa la devastazione della sua amata città.

La passeggiata (1917-1918) Olio su tela, 170×163,2 cm. State Russian Museum, San Pietroburgo.

Altra rilevante opera di Chagall è “La passeggiata” tra i dipinti più romantici del XX secolo, in grado di restituire corpo e forma all’amore, sentimento dall’ardua descrizione senza valersi di stereotipati cliché. Chagall lo narra con una leggera semplicità. La coppia è ritratta alla conclusione di un picnic. A terra una tovaglia e una bottiglia di vino mezza vuota (o mezza piena) e al centro l’artista, ben saldo a terra che tiene per mano Bella mentre piroetta felice nell’aria, eterea e leggera. Un momento felice nella sua vita, e del resto si ritrae con un ampio sorriso in volto e un docile uccellino in mano, simbolo dell’armonia che coniuga lui e la sua amata alla natura e al mondo che li circonda.

 

Un immaginario onirico in cui sarebbe complesso scorgere il labile confine tra realtà e chimera.

 

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