Al MANN di Napoli ci sarà un’interessante esposizione della cultura cinese: la mostra “Mortali – Immortali: i tesori dell’antico Sichuan” dal 14 dicembre 2018 al 14 marzo 2018.

Tra l’Italia e la Cina c’è stato un interessante scambio. Al ChinaMuseum Ltd di Pechino sarà presente, fino a luglio 2019, “Pompei. The infinite life”. La mostra a Pechino raccoglie più di cento opere della città, incluse altri reperti archeologici campani. La mostra ha entusiasmato tanto i cinesi, in un tempo piccolo il museo ha accolto due milioni di visitatori solo per “Pompei. The infinite life”. Adesso è il momento giusto per conoscere, invece, la cultura cinese. Con una mostra assolutamente unica in Europa, mai vista prima, al MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli) si terrà la mostra “Mortali – Immortali: i tesori dell’antico Sichuan”. La mostra si terrà dal 14 dicembre 2018 al 14 marzo 2019. La mostra prevede di far conoscere al pubblico i tesori dell’Impero Han, contemporaneo al grande Impero Romano. Non solo. Oltre ad interessanti oggetti di ambra, oro, giada, vasellami, c’è una novità. Napoli sarà onorata di accogliere le imperscrutabili maschere di Sanxingdui. Per omaggiare ancora di più la cultura cinese, il MANN e la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo ospiteranno una mostra sul teatro cinese. Il percorso sarà molto ricco ed interessante, un bello scorcio di una millenaria cultura asiatica.

Dalla Cina con furore

Dalla Cina con furore: accenni storici

La dinastia Han governò la Cina per un tempo molto notevole: dal 206 a.C. al 220 d.C. Il periodo in cui era al potere la dinastia Han si divide in un primo periodo, che va dal 206 a.C. al 9 d.C. e prende il nome di dinastia Han occidentale, con capitale Chang’an. Il secondo periodo è della dinastia Han orientale, va dal 25 d.C. al 220 d.C., con capitale Luoyang. È stata la famiglia Liu a fondare questo potente potere della dinastia Han. Durante l’Impero Han, ci furono molti progressi scientifici, artistici, letterari. La Grande muraglia cinese è stata costruita proprio durante il loro impero. La carta fu perfezionata, e sostituì la seta, come oggetto su cui scrivere liberamente. La Cina, con la via della seta, ebbe anche modo di avere contatti con altre culture, in particolare con l’Impero romano. Dalla Cina i romani ricevevano la seta, pietre preziose. Da Roma, i cinesi ricavavano l’avorio, il vetro, l’argento e l’incenso. Per quanto riguarda le maschere Sanxingdui, queste rappresentano un vero mistero cinese. Sanxingdui è un sito archeologico, trovatosi nella provincia di Sichuan, di cui in realtà si sa relativamente poco. Scoperto solo nel 1987, la cultura di questa antichissima città è conosciuta soprattutto per le particolari maschere. I cittadini di Sanxingdui ebbero la capacità di lavorare in maniera innovativa il bronzo, aggiungendo ad esso il piombo per rendere il tutto più pesante. È di questa cultura la più grande (antica) statua umana esistente, a grandezza naturale. Il ritrovamento più importante, però, è quello sulle maschere e teste in bronzo. Le maschere presentano occhi esageratamente a mandorla, e alcune presentano tracce di vernice nera sulle ciglia e sugli occhi, rosso vermiglio sulle labbra, narici e orecchie.

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