Presentano Lanificio25 & BulbArtWorks Venerdì 25 marzo 2016 – Opening h 21.00 Ingresso 10 € con tessera gratuita

Il mondo della musica d’autore incontra quello dell’hip hop: Jacopo, milanese di origine eoliane, ama infatti definirsi un “cantautorap” perché ai virtuosismi e alle improvvisazioni da rapper accosta l’intimismo e l’introspezione, retaggio di influenze musicali come Enzo Jannacci, Franco Battiato e Lucio Dalla. Disc jockey, beatmaker e produttore discografico, Dargen D’Amico – questo, il suo nome d’arte – è un personaggio sui generis, che descrive sarcasticamente la sua musica come “emo rap”. Sarà lui, dunque, il protagonista del quinto appuntamento delle BulbArt nights, rassegna dedicata ed attenta al meglio della scena indipendente. Ad aprire la performance di venerdì 25 marzo al Lanificio 25, i “poeti della strada” Underif.

 

Prossimo appuntamento di Bulbartnights al Lanificio 25:

• 7 Maggio // Any Other – C+C=Maxigross.

DARGEN D’AMICO

Non è chiaro il momento preciso in cui Jacopo D’Amico, milanese di origini eoliane, trova sulla sua strada Dargen. Succede da qualche parte e in qualche tempo. Di sicuro su quella strada, a celebrare quell’incontro, c’era il fantasma del rap. Tanto rap ascoltato e imparato, il rap che diventa punto di partenza per tutta una serie di avventure esistenziali e sonore, le prime improvvisazioni, i primi virtuosismi, le prime sperimentazioni. Quello che è certo è che Dargen D’Amico è un rapper,cantautore, beatmaker,disc jockey e produttore discografico italiano, fondatore dell’etichetta discografica indipendente Giada Mesi. Autodefinitosi “cantautorap” e definendo in modo scherzoso il suo genere come “emo rap” (intendendo l’uso di tematiche personali e intimiste nella sua musica), D’Amico è noto per essere un personaggio piuttosto eclettico e stravagante, come è possibile notare in diverse video-interviste in cui divaga molto sulle domande che gli vengono poste, mostrando una spiccata forma di umorismo. Dargen è solito citare tra le sue maggiori influenze cantautoriali Franco Battiato, Enzo Jannacci e Lucio Dalla. “Il rap per me è farmi i fatti degli altri facendo credere agli altri che solo per questa volta hanno il privilegio di farsi i fatti miei. Il rap è anche scrivere canzoni in cui ti spieghi, ma che poi devi comunque spiegare perché sono venute male”

 

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