Presentano Lanificio 25 & Intolab Sabato 26 marzo 2016 – Opening h 21.0 Ingresso 5 € con tessera gratuita

Synth acidi e tonalità cupe per il secondo appuntamento di Elektrificio targato Intolab: il gruppo torinese Dropp sceglie la cornice del Lanificio 25 per presentare, sabato 26 marzo, il loro primo LP “Patterns”, in uscita il prossimo 10 maggio per White Forest Records. Un disco che arriva a distanza di due anni dall’EP “New Paris”, e che segna l’avvenuta maturazione di un progetto artistico dall’elevato tasso di sperimentazione: dualità, quella dell’album, testimoniata dal titolo come dalla copertina stessa – una planimetria frammentata e ricca di ‘patterns’, appunto, del Duomo di Torino –, e che si esprime nel sound con la volontà di collocarsi in quel solco della musica elettronica, a metà strada tra il pop di producer come Godblesscomputers, Populous, Capibara, e la parte più ‘avanguardistica’ rappresentata da artisti quali Vaghe Stelle e Dyd. A seguire, Prota dj set.

Biografia

Sequencers, synth acidi e tinte cupe, i Dropp vengono da Torino e da qui iniziano a costruire la loro personale idea di musica. Nell’Ottobre 2011 esce il loro primo EP “432 Atmosfere”, un ibrido fra new wave e le correnti elettroniche del tempo, a cui è seguita una collaborazione con Astoria & Hannibal Store per il Vinyl EP “We Are Torino”.
L’anno successivo esce il loro secondo lavoro “IIII” con un concerto A/V e, dopo aver suonato in apertura a Gold Panda, Breton ed Ellen Allien, rilasciano “IIII RMX” a cui partecipano produttori come Capibara, Tomat (Niagara), Plato (Post:Cltr), Nepantla e Indianizer. Nel 2013 inizia la collaborazione con la label White Forest Records, per cui rilasciano ad ottobre dello stesso anno l’EP “New Paris” nel quale definiscono meglio quello che diventerà il loro suono riconoscibile. Il disco è anticipato dal singolo “Kepler” che esce in video premier su Noisey-Vice. Questo lavoro porta la band torinese in un tour che tocca tutta l’Italia nei suoi club più importanti, su tutti Circolo degli Artisti, Leoncavallo e Hiroshima Mon Amour. Vengono chiamati ad aprire i concerti di Is Tropical, Lapalux, Tricky, Gold Panda e si fanno notare per il loro impatto e per il loro personale approccio alla musica elettronica live. La band composta da Giorgio Sarno, Stefano Venegoni, Tommaso Laterza e Francesco Sansalvatore si prepara alla pubblicazione del primo LP “Patterns” in uscita il 10 maggio 2016 per White Forest Records.

PATTERNS
“Patterns è il disco che abbiamo cercato da quando abbiamo iniziato a fare musica, rappresenta il perfetto punto di arrivo di un percorso iniziato anni fa giunto finalmente ad una maturazione” (DROPP)
Esce il 10 maggio 2016 per White Forest Records il primo full-lenght dei torinesi DROPP dal titolo “Patterns”. Il disco arriva a due anni di distanza dall’EP “New Paris” datato ottobre 2013. Due anni di gestazione, di scrittura, di sperimentazione e di ripensamenti, sfociati in un lavoro intimo e maturo in cui le otto tracce scelte rappresentano al meglio la perfetta sintesi tra le intuizioni del lavoro precedente (“All Past Paths“, “Anything Goes“) e le nuove idee (“No Induction“, “Not Done, Ideas“), creando un suono originale e del tutto personale.
Tema centrale di “Patterns” è il dualismo frammentazione/coerenza ben rappresentato sia dal titolo stesso dell’album che dall’immagine di copertina (una planimetria del Duomo di Torino che si presenta molto frastagliata, ricca appunto di diversi patterns e frammenti, ma tutti sempre molto coerenti con la figura centrale). Questo dualismo è anche ben applicato alla musica del disco: otto tracce create in un periodo di tempo molto ampio in cui quattro persone con idee, pensieri, approcci alla vita (e alla musica) anche molto diversi fra loro, hanno cercato di trovare un punto di accordo e di coerenza da esprimere in musica.
“Patterns” è un viaggio sonoro allo stesso tempo caldo e freddo, tra buio e luce, che si pone a metà strada fra le due principali nuove scene della musica elettronica italiana: da una parte il lato più “pop” rappresentato da artisti come Capibara, Godblesscomputers, Populous, Go Dugong, dall’altra le influenze più sperimentali di artisti propri della scena torinese come Vaghe Stelle, Mohko, Dyd. Un lavoro italianissimo, dunque, ma dal forte respiro internazionale, basti pensare agli artisti citati dai DROPP tra le loro principali influenze: These New Puritans, Koreless, James Blake, Oneohtrix Point Never, Caribou e National.

Commenta