Il 14 luglio è iniziata la 47° edizione del Giffoni Film Festival, l’evento cinematografico più atteso dell’anno. Il suo inizio è stato dirompente, tra proiezioni e ospiti d’eccezione. Lo abbiamo seguito per voi.

Il Giffoni Film Festival compie 47 anni, ma col passare del tempo sembra ringiovanire più che invecchiare: ottima organizzazione, ospiti ed eventi di qualità, si respira giovinezza nell’aria. Il 14 luglio è incominciata questa nuova avventura, e noi siamo andati lì per voi, per mostrarvi il mondo che si cela dietro l’evento cinematografico più atteso dell’anno.

Il primo protagonista della sezione Masterclass di questa edizione è stato il regista Antonio Piazza col film Sicilian Ghost Story. La pellicola suscita interesse per il mezzo di veicolazione usato per un contenuto aspro: la fiaba. La vicenda narrata è quella vissuta da Giuseppe Di Matteo, figlio di pentito di mafia che è stato sciolto nell’acido dopo 779 giorni di prigionia. Nonostante la crudezza dell’accaduto, i registi hanno trovato consono l’utilizzo della fiaba. Di seguito le parole di Piazza.

Con le mie ultime due realizzazioni ho puntato a un cinema di genere, che volutamente ci ponesse distanti da un modus operandi artistico iperrealista, totalmente impegnato. Penso di esserci riuscito attraverso l’espediente narrativo della fiaba, del racconto per immagini reso attraverso una certa sublimazione del vero assoluto. Un modo semplice con cui renderà la magia della settima arte.

Il primo ospite di Giffoni Talks – ciclo di incontri istituzionali e operativi-, invece, è stato Erion Veliaj, sindaco di Tirana (Albania). Veliaj è stato accolto calorosamente dal direttore di Giffoni Experience Claudio Gubitosi, dal
presidente Piero Rinaldi, dal Ceo di Giffoni Hub Luca Tesauro e dal sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano. Questo incontro ha rappresentato il solido legame esistente tra Giffoni e Albania. Le parole del primo cittadino di Tirana lo dimostrano a pieno.

Tra l’Albania e Giffoni esiste un filo rosso di cui sono particolarmente orgoglioso. In questi anni siamo riusciti a rafforzare una comunicazione da cui entrambe le parti hanno ottenuto una spina alla crescita e al miglioramento. Io adoro i sognatori e i temerari e Giffoni è un luogo in cui non esistono Paesi e nazionalità nell’accezione di limite.

L’evento centrale, però, è stato senza dubbio l’arrivo di Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, che ha visitato il Giffoni Multimedia Valley insieme a Gubitosi, Rinaldi e Giuliano. In questo frangente è stato mostrato un omaggio al Premio Oscar Carlo Rambaldi, consistente in un enorme pannello in ceramica vietrese realizzato da Enzo Santoriello. Infine si è tenuta una conferenza d’inaugurazione nella Sala Truffaut presentata da Alessandro Barbano, direttore de Il Mattino. Qui è stata data la parola a tutti gli ospiti, uniti dalla soddisfazione provata alla vista del Giffoni Film Festival e dei successi che esso va conquistando nel tempo. Importanti sono le parole del direttore Gubitosi, riportate di seguito.

Abbiamo dimostrato che siamo un esempio virtuoso di una Italia che funziona. Un Sud che lavora e non si lamenta, che ama la propria terra, una storia tutta italiana, made in Campania.

Frasi piene di orgoglio, ma anche di speranza: immagine di una forza esplosiva, di “un incendio delle idee creativo, ribelle, ma produttivo” – riprendendo le parole del direttore Barbano.

Nata nel 1997 a Caserta. Pianista a tempo pieno, scrittrice da sempre e instancabile viaggiatrice. Porta sempre con sé un'agenda e una penna per poter immortalare tutto ciò che la colpisce.

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