Giovedì 11 aprile 2019 alle ore 10.30 gli studenti dell’università “L’orientale” di Napoli hanno incontrato l’inviato estero Pietro Del Re, il quale oltre ad essere un giornalista è anche fotografo e scrittore.

Pietro Del Re, nato a Roma nel 1960, è uno dei più importanti giornalisti de “La Repubblica”. Egli ci racconta il suo reportage di viaggi compiuti, dall’ex Jugoslavia all’ Iraq, dall’Afghanistan alla Libia, focalizzandosi soprattutto sulla disastrosa situazione in Siria sin dal 2011, data in cui ebbe inizio una guerra civile, la stessa che è in corso ancora oggi e che continua a mietere vittime.

Del Re descrive in modo dettagliato la situazione, basti pensare che ad oggi 6 milioni di siriani sono scappati all’estero o in campi profughi, situati al di fuori dalla regione. Inoltre l’economia inevitabilmente ne risulta disastrata.


C’è una cosa che mi ha stupito e cioè il fatto che, oltre alla guerra vera e propia contro un nemico comune(attuale presidente siriano Bashar al-Assar), vi è una vera e propria guerra interna fratricida.

Inoltre egli nutre un forte interesse nei confronti dell’uomo, ma anche dell’uomo, lo stesso che l’ha portato a laurearsi in biologia a Parigi nel 1982. Passione che lo ha spinto a scrivere “Fratello orso, sorella aquila. Storie di animali e di chi li protegge”. Uno dei suoi ultimi capolavori è “Cose viste. Storie di uomini e altri animali”, dai cani randagi in Romania alle bambine cambogiane vendute er una notte ai ricchi cinesi, dal massacro dei yazidi in Siria a quello degli elefanti in Africa.

L’incontro con il reporter italiano è risultato molto interessante soprattutto perchè egli è riuscito a pieno a condividere la sua esperienza lavorativa e la passione per il suo lavoro(“Il mio lavoro è la mia vita, non vedo l’ora di compiere il mio prossimo viaggio”) mostrandoci le foto che ha scattatonei suoi viaggi. Oltre a ciò evidenzia eventi di cui non se ne parla in modo diffuso. Un esempio è dato dalla situazione a Mosul, in Iraq, dove nel 2017 ci fu un bombardamento che distrusse la prestigiosa università, nonché la prima roccaforte dello stato islamico.Ad oggi le lezioni si tengono nei 2 soli anfiteatri sopravvissuti alle bombe.

Nel dibattito finale Pietro Del Re afferma:

Non riesco a concepire il mio mestiere diversamente, ciò che più mi interessa è raccogliere testimonianze e dare voce a chi non ce l’ha



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