Della quarta giornata del Giffoni Film Festival 2017 sono da segnalare due ospiti importanti: il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti, che nel suo incontro ha parlato di legalità, e il Direttore Generale per il Cinema del MiBACT Nicola Borrelli.

Il Giffoni Film Festival 2017 è giunto alla sua quarta giornata. Tra gli eventi tenutisi, quelli a cui è riservata una maggiore attenzione sono due: l’incontro con Franco Roberti, Procuratore Nazionale Antimafia, e Nicola Borrelli, Direttore Generale per il Cinema del MiBACT. La conferenza col Procuratore Roberti si è incentrata principalmente sul tema legalità, in merito soprattutto ai recenti incendi che stanno devastando il Paese e al problema camorra.

I diritti non sono per sempre, vanno difesi ogni giorno“. Questo è uno dei passaggi dell’incontro col Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti e il Procuratore Capo della Repubblica di Salerno Corrado Lembo avuto con i masterclasser del festival. Un interessante dibattito sulla legalità e l’etica che, insieme alla fiducia, devono essere il centro dello Stato odierno. “La fiducia” – secondo Roberti – “significa che i cittadini devono sapere che le istituzioni agiscono nel loro interesse. Per fare questo occorre che le istituzioni ascoltino i cittadini“.

Un’emergenza del nostro Paese, messa in luce da Roberti, è il clan dei Casalesi, che “potrebbe tornare in altre forme“, come lui sostiene. L’unico modo per poter affermare di aver sconfitto le organizzazioni mafiose è eliminare le condizioni con cui esse possono ripresentarsi, afferma. Di seguito proponiamo le sue parole.

Faccio l’esempio del casertano, dove abbiamo contrastato molto bene il clan dei Casalesi. Oggi c’è però il rischio che il Clan dei Casalesi ritorni in altre forme, con altre facce, ma con le stesse dinamiche criminali, perché non sono state superate le condizioni che l’hanno alimentato, cioè disoccupazione, sottosviluppo, mancanza di strutture, mancanza di progetti, corruzione, che è lo strumento mafioso per eccellenza.

Riguardo invece la questione incendi, il procuratore tenta di mettere un punto alla situazione in atto, evidenziando le sue finalità.

Gli incendi in Campania, ma anche in altre regioni sono sicuramente il frutto di azioni criminali dolose, messe in atto da organizzazioni mafiose e non mafiose. Sulle finalità finora si possono fare solo ipotesi in assenza di riscontri investigativi. L’ipotesi principale è di soggetti che vogliono sottrarre così il territorio al turismo per utilizzarlo invece in chiave di sfruttamento imprenditoriale o criminale, di speculazione edilizia, o come sostiene qualcun altro, per lo smaltimento illegale dei rifiuti.

Altro incontro interessante è stato quello di Nicola Borrelli, che sin da subito si è dimostrato un vero e proprio estimatore del festival. “Il Giffoni è un’eccellenza assoluta, chiamarlo festival è riduttivo. (…) È una realtà su cui tutti dovrebbero affacciarsi almeno per un attimo“, afferma. Il suo arrivo alla Cittadella del Cinema pone l’accento sul cambiamento che sta investendo il mondo del cinema al giorno d’oggi.

Il vecchio sistema di finanziamento andava azzerato, il cinema e i suoi consumatori si sono evoluti e Giffoni ha visto tutto questo molti anni prima. Il nuovo disegno di legge metterà un punto sulle logiche ormai vecchie e per niente all’avanguardia con cui venivano trattate manifestazioni come questa. L’attenzione del Parlamento e del Governo è notevole rispetto ad un settore di cui si riescono finalmente a percepire le capacità: la legge vede l’intero settore come un unico e grande sistema.

L’intesa tra Borrelli e il direttore del festival Gubitosi è forte e sinergica, sintomo di un reale interesse verso l’arte e il modo con cui essa può essere veicolata all’interno della società. Alle parole di stima del direttore Borrelli, Gubitosi risponde in questo modo, mettendo in risalto le grandi capacità dell’Italia e, in particolare, del meridione.

Il direttore Borrelli ci è sempre stato vicino. Non è solo un sostenitore convinto di Giffoni, è un uomo che sa dove volgere lo sguardo. Distruggere non sempre rappresenta un male, all’evoluzione bisogna guardare con coraggio e caparbietà. L’inaugurazione della Multimedia Valley è la testimonianza che quando l’Italia fa sistema si riescono a fare cose strabilianti. Quando un Sud riesce a fare tutto questo lascia il segno di un Mezzogiorno che funziona ed è laborioso, trasmette non solo pagine brutte ma anche tanta luce in grado di illuminare il mondo.

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