A Pietraroja, il borgo di Ciro, arriva La sagra dei prodotti tipici locali dal 18 al 21 agosto organizzata da ProLoco e Amministrazione comunale

L’estate nel Sannio da ben diciassette anni porta numerosi visitatori nel piccolo e prezioso borgo di Pietraroja. Anche quest’anno, dal 18 al 21 agosto, la ProLoco con la collaborazione dell’Amministrazione comunale organizza “La sagra dei prodotti tipici locali”.

Il paese, famoso per il ritrovamento del fossile-cucciolo di dinosauro Ciro, in realtà rappresenta un luogo attrattivo anche per la sua antica tradizione culinaria legata sicuramente al mondo della pastorizia.

Si giunge a Pietraroja attraversando strade disegnate su monti, boschi rigogliosi ricchi di sorgenti e panorami mozzafiato.

Un paesaggio incantevole circonda il paese dove nelle serate estive il cielo stellato  sembra essere quasi più vicino.

Alle pendici del Parco regionale del Matese, l’evento gastronomico in questo weekend propone variegati piatti che mettono in primo piano le tipicità della cultura alimentare locale.

A presentarci i dettagli della cucina del borgo è la professoressa Lucia Falcigno, membro del direttivo della Proloco, curatrice di vari eventi culturali e pubblicazioni. In particolare, nei prossimi mesi sarà presentato un ricco calendario, frutto di una ricerca tra vecchi ricettari e interviste, che raccoglierà i piatti messi a tavola in passato per rievocare gusti e sapori di una volta.

Sicuramente la ricetta che maggiormente rappresenta Pietraroja sono i Carrati, pasta fresca di grano duro lavorata a mano attraverso l’uso di un fuso ( detto anche fusiglio o carriato) di acciaio o rame lungo circa 15 centimentri appartenente immancabilmente al corredo delle spose. In passato, si trattava di una prelibatezza da riservare a momenti significativi, quali matrimoni o solennità religiose. Oggi rappresentano la nostra specialità.

Oltre all’impasto che è quello tipico della pasta fatta a mano, la peculiarità è la loro lavorazione che è possibile oggi apprendere osservando le abili mani esperte delle donne del posto.

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Dalla sfoglia di 2 o 3 mm si ricavano rettangoli che si arrotolano sul fuso e di sfilano creando la tradizionale forma cilindrica. Un tempo essi si servivano sempre conditi con sugo di pecora, ma oggi è molto frequente la variante con pomodoro semplice. Particolare, invece, risulta l’abbinamento con pecorino e  noci tritate da spolverare sul piatto prima di essere servito.

Sempre dal mondo pastorale, ecco giungere la seronta, ottenuta con lardo soffritto insieme a cipolla, acqua, sale a cui vengono aggiunti pezzi di pane. Più avevi e più mettevi”: era questa l’antico proverbio con cui i pastori solevano indicare la varietà di ingredienti che potevano arricchire  tale pietanza. Infatti, la ricetta prevede l’aggiunta di uova, funghi ma oggi è molto apprezzata la variante con pancetta o pomodori freschi.

Non mancavano nei banchetti durante le feste in famiglia, le lenticchie con cotiche di maiale che oggi sono un piatto sicuramente apprezzato durante i rigidi mesi invernali.

Tanti altri sono i piatti per gli amanti di cucina proposti durante le serate, tra cui arrosto di agnello o pecora, peperoni fatti con un ripieno di patate, salumi, formaggi tra cui spicca il pecorino. Non manca il tipico prosciutto di Pietraroja,  riconosciuto come “PAT – Prodotto Agroalimentare Tradizionale” dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, su proposta della Regione Campania. Il prodotto è noto per la sua essiccazione naturale, la lieve affumicatura e la morbida consistenza.

A fare fa sfondo alla «Sagra dei prodotti tipici locali» tanta musica e laboratori dimostrativi di ceramica, tradizione artigianale del limitrofo comune di San Lorenzello.

Oltre al cibo, Pietraroja  è meta di vacanze o gite fuori porta consigliate a chi vuole immergersi in un ambiente sano e genuino, fare escursioni a cavallo e trekking a circa 800 metri con l’imperdibile visita al Paleolab, museo multimediale di geologia e paleontologia che riporta il visitatore a circa 110 milioni di anni fa.

Nasce a Benevento nel 1984. Dopo aver frequentato il liceo scientifico a Guardia Sanframondi, paese di residenza, frequenta l’Università degli Studi di Salerno laureandosi in Lettere e Filologia Moderna. Vive l’esperienza dell’insegnamento a Reggio Emilia e Benevento e s’innamora di lavagne, banchi e temi scritti da studenti pieni di idee e confusione. Nel 2010 il suo sguardo incrocia quello del giornalismo. Scatta la curiosità e iniziano le prime collaborazioni con “Il Sannio Quotidiano” e “Il Mattino”. Giornalista pubblicista con il desiderio di raccontare storie di personaggi, popoli, paesaggi, monumenti e tradizioni.

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