“Tra memoria e oblio. L’eccidio di Caiazzo” sarà presentato il prossimo 12 ottobre nella cittadina casertana dove si consumò la strage nazista di 22 civili innocenti

A quasi venticinque anni dai processi contro il criminale responsabile della strage nazista di Caiazzo, Nicola Sorbo torna a occuparsi di questa pagina nera della storia recente con un saggio arricchito da una interessante prefazione di Guido Ambrosino, già corrispondente da Bonn del quotidiano il manifesto. Il tema di fondo che l’ex sindaco di Caiazzo affronta è il conflitto che a volte insorge tra le ragioni del diritto e i sentimenti di giustizia.

I due processi celebrati a S. Maria Capua Vetere e Coblenza contro Wolfgang Lehnigk-Emden, pur con esiti diversi, hanno espresso lo stesso convincimento: l’eccidio di Caiazzo non sarebbe stato un crimine di guerra, ma un delitto comune che nulla aveva a che fare con la guerra, “con le sue ineludibili e crudeli necessità e con la sua logica spietata”.

Nicola Sorbo contesta oggi questa visione – che pure, all’epoca, aveva condiviso – e ne spiega le ragioni illustrando i progressi che negli ultimi anni ha compiuto la ricerca storico-archivistica sulla “guerra ai civili” condotta dai nazisti nel nostro Paese.

Partendo da queste considerazioni, Sorbo affronta la questione della giustizia negata alle vittime dei crimini nazi-fascisti e del loro “diritto” alla memoria e alla verità. Dal ritrovamento del cosiddetto “armadio della vergogna” – dove erano stati occultati oltre 1.200 fascicoli giudiziari su altrettanti crimini di guerra – ai risarcimenti riconosciuti alle vittime dalla giustizia italiana, ma negati dal governo federale tedesco, si tratta di un capitolo buio nella difesa dei diritti inviolabili dell’uomo, ancora oggi in Europa. Quanto accade nell’Ungheria di Orban e nella Turchia di Erdogan lo dimostra chiaramente.

In questo quadro si inserisce il felice esperimento, sia pure sui generis, di una “giustizia dialogica”, che il Comune di Caiazzo ha avviato nel 1996 gemellandosi con il Comune di Ochtendung, località della Renania-Palatinato dove risiedeva il criminale nazista. “Il contraddittorio con Wolfgang Lehnigk-Emden non c’è stato – scrive Sorbo – ma un possibile dissidio fra le due comunità si è trasformato in relazione costruttiva. Per il diritto alla verità e alla dignità delle vittime di Monte Carmignano, Ochtendung si è fatta carico delle ragioni della comunità caiatina, divenendone testimone in Germania; dal canto suo, Caiazzo ha riconosciuto lo spirito autenticamente solidale della piccola comunità renana nell’accogliere l’offerta di amicizia”.

Il saggio, pubblicato a cura di 2000diciassette Edizioni, sarà presentato a Caiazzo il prossimo 12 ottobre, presso il piccolo teatro Jovinelli, nel corso del convegno sul tema “L’Italia, la Germania e il futuro dell’Europa”. L’iniziativa, indetta in occasione del 75° anniversario dell’eccidio di Monte Carmignano dal Comune di Caiazzo, con il patrocinio del Goethe Institut di Napoli e dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, avrà inizio alle ore 17,30 e ha in programma l’intervento, fra gli altri, di Stefano Giaquinto, sindaco di Caiazzo; Rita Hirsch, borgomastro di Ochtendung; Maria Luisa Chirico, direttrice del Dipartimento di lettere e beni culturali dell’Università degli Studi della Campania; Maria Pia Selvaggio, responsabile editoriale di 2000diciassette Edizioni; Maria Carmen Morese, direttrice del Goethe Institut di Napoli; Guido Ambrosino, giornalista; Federico Scarano, docente di relazioni internazionali all’Università degli Studi della Campania; Gianni Cerchia, docente di storia contemporanea all’Università degli Studi del Molise; Angelo Insero, presidente dell’Associazione familiari vittime di Monte Carmignano. I lavori saranno moderati dal giornalista Diamante Marotta.

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