Rione Sirico di Saviano: nel weekend settembrino si è cantato e ballato a suon di tarantella alla sera d’o’ ‘nciucio.

L’8 e il 9 settembre si è svolta la tredicesima edizione de a sera d’o’ ‘nciucio al borgo Sirico di Saviano.

Grazie all’associazione socio-culturale ”Michela Polverino” si è organizzata una serata piena di emozioni. Ma cos’è questo evento? Partiamo dal presupposto che inciucio in italiano significa pettegolezzo. Consideriamo la struttura serpentina del Rione Sirico, dove le strette viuzze permettono l’utilizzo di auto ma non di mezzi pubblici. Aggiungiamoci l’amore e l’orgoglio per la propria terra, per i suoi prodotti e per le sue canzoni. Inseriamo in questo contesto tanta voglia di cucinare, ballare, cantare e inciuciare tra i vicoli e nei cortiletti delle abitazioni.

Il tutto condito da una grande pazienza degli abitanti locali ma anche da tanta bravura nel riprodurre gli abiti e le ambientazioni tipiche degli anni ’60 e ’70. Il famoso boom economico riecheggia durante a sera d’o’ ‘nciucio, nelle foto sbiadite di coppie in procinto di sposarsi, nelle radio ancora funzionanti e nelle televisioni con tubo catodico.

Dulcis in fundo la tanto amata bianchina fantozziana che sul finire della serata vediamo scorrazzare per il borgo antico.

Per gustare pienamente la serata, i savianesi si sono divisi in più gruppi:

  • le amabili cuoche con le loro polpette e patatine, pizza fritta con pomodoro, gnocchi e cuoppi napoletani
  • i cantanti e le ballerine di tarantella e balli popolari
  • gli inciucessi che sanno sparlare benissimo dei loro vicini e parenti
  • chi mette in mostra il suo ”passato”
  • gli attori di scene amatoriali tratte dalle opere di Scarpetta.

In fin dei conti chi non ha mai fatto un piccolo inciucio, proprio giù al palazzo? Oggi abbiamo i social, ma prima si doveva per forza di cose parlare dal vivo e incontrare altre persone per spettegolare. Quale migliore occasione della sera d’o’ ‘nciucio al Rione Sirico di Saviano per riprendere questa tradizione ?

 

Nasco a Napoli nel 1981 e cresco con la passione per le arti e con una curiosità viscerale del mondo, inculcatami sin da piccola dai miei genitori. Nel 2000 mi classifico al secondo posto nella sezione narrativa per il premio città di Salerno. . Iscritta al Circolo Letterario Anastasiano, ho pubblicato per il Verso Verde una poesia dal titolo ”Residui d’Irpinia”. Ho collaborato con il giornale Dream Magazine come fotoreporter per la mostra SEVEN, svoltasi a villa Vannucchi nel 2011. Laureata in lettere moderne, insegno, con gioia e pazienza, nella scuola media.

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