L’osservatorio astronomico di Capodimonte propone una serata dedicata a Jurii Gagarin il 12 aprile.

Gagarin è stato il primo uomo della storia ad aver compiuto un’orbita intera attorno alla Terra, con la sua navicella Vostok 1, nel 12 aprile del 1963. “Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini.” Queste le parole del cosmonauta russo, il primo uomo nello spazio. Fu accolto come un eroe nazionale dai suoi compatrioti, diventando Eroe dell’Unione Sovietica. La sua missione spaziale divenne nota al mondo intero, e negli anni seguenti Gagarin si impegnò in altre missioni spaziali. Una delle più famose fu la Vostok 6, a cui partecipò anche Valentina Vladimirovna Tereskova, prima donna nello spazio.

Jurij è diventato un motivo di vanto per la Russia, che ha intitolato una piazza con il suo nome e fatto erigere una statua di 12 metri raffigurante l’astronauta. Essendo stato un pilastro dell’astronomia, un asteroide è stato battezzato 1772 Gagarin, mentre “Gagarin” è anche un vasto cratere lunare, posto sulla faccia nascosta della luna.

Per ricordare, nell’anniversario della sua prima missione, l’uomo delle stelle, l’Osservatorio ha proposto una serata a lui dedicata. L’evento è il 12 aprile, dalle 19:30 alle 22:30. La serata consiste nella lezione al planetario “Jurij Gagarin” e Osservazioni astronomiche ai telescopi. L’INAF (istituto nazionale di astrofisica) dell’Osservatorio di Napoli raccoglierà il ricavato dai biglietti.

Costo del biglietto: 5 euro.
Come si arriva all’Osservatorio: per raggiungere l’Osservatorio è importante conoscere anzitutto l’ubicazione: salita Moiariello 16. Con l’auto è conveniente percorrere la tangenziale, uscita 6 “Capodimonte”, giungendo al Tondo di Capodimonte e tenendo la sinistra. Ci si sposta poi sulla corsia opposta della stessa strada. Giunti al semaforo girare a destra. Dopo 500 m la prima traversa a destra è salita Moiariello, ancora 100 m e si raggiunge l’ingresso dell’Osservatorio. Con la metro, prendere la linea 1, scendere a Dante. Aspettare il bus c63 che conduce al Museo di Capodimonte.

Mi piacerebbe lavorare come giornalista, amo scrivere ma la musica ha un suo spazio del tutto personale in me, in particolare lo studio del canto. Non sono pretenziosa ma nemmeno approssimativa, scrivo di ciò che vedo, leggo e sento, con un pizzico di obiettività.

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